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Sonia Migliore (Lab. 2.0): “La silloge degli appalti di Piccitto. E’ come se ci fosse la mano di un coordinatore di copisti per ogni gara d’appalto”

Sonia Migliore (Lab. 2.0): “La silloge degli appalti di Piccitto. E’ come se ci fosse la mano di un coordinatore di copisti per ogni gara d’appalto”
agosto 21
14:27 2014

“Qualcosa non va nell’affidamento pubblico dei servizi in questa Amministrazione, che non riesce a fare una sola gara d’appalto che abbia i criteri della legittimità e/o della trasparenza. Parliamo dell’affidamento della piscina comunale e della palestra Bellarmino, del servizio della raccolta dei rifiuti, dei servizi idrici, del canile e del concorso del dirigente economista”. Dichiara Sonia Migliore consigliere comunale dell’Udc e portavoce del Laboratorio politico culturale 2.0.

“Gli appalti dell’Amministrazione Piccitto – continua la Migliore – sembrano seguire tutti uno stesso canovaccio: si bandisce una gara, in genere incomprensibile, improvvisamente, poi, il bando viene revocato. Nei casi più eclatanti, la gara va deserta. Quindi l’Amministrazione è costretta a prorogare il servizio; in soli 13 mesi le proroghe sono già 120, tutte con la medesima giustificazione: ‘nell’attesa di una nuova gara’. E’ come se ci fosse una regia occulta ecco perché parlo della silloge degli appalti di Piccitto. La silloge, nel Medioevo, era una raccolta di manoscritti che veniva strutturata da un compilatore o da un coordinatore di copisti, che non menzionano mai l’autore in quanto si riteneva che l’opera fosse res nullius, una cosa di nessuno”.

“Appena un mese fa avevo denunciato tutte le mie perplessità sul bando per la gestione della piscina comunale e della palestra Bellarmino. Vicenda che ha raggiunto l’epilogo con la gara dei 2 mesi, che ha triplicato i costi di gestione. Fermo restando che la salvaguardia dei livelli occupazionali è un fatto su cui non transigo non posso ignorare che in questo modo si arriverebbe a spendere circa 180 mila euro in un anno contro i 60 mila euro dello scorso affidamento. Nonostante gli insulti di una consigliera grillina ribadisco, allora come oggi, tutta la mia perplessità: cui prodest? Inoltre, mi pare che l’esposto in Procura di una cooperativa concorrente parli chiaro. Speriamo che non si parli davvero di una nuova parentopoli come vorrebbero alcune voci di corridoio”.
“Altra faccenda tutta da chiarire è quella relativa ai servizi idrici. Dopo 13 mesi di proroga – dichiara la Migliore – si fa un bando illegittimo che poi verrà sospeso. A questo punto l’Amministrazione ovvierà con il cottimo fiduciario per cinque mesi, ma al momento dell’aggiudicazione del servizio lo stesso verrà inspiegabilmente revocato avvertendo le ditte partecipanti con un’unica Pec, contenete tutti i dati sensibili delle stesse, violando, in tal modo, i dettami della legge sulla privacy delle ditte concorrenti. Naturalmente l’Amministrazione si vede costretta a concedere l’ennesima proroga. Cui prodest?”

“Come dimenticare la gara d’appalto per il servizio di raccolta differenziata di 6 mesi più 6 mesi, che è andata tecnicamente deserta, visto che l’unica busta giunta in Comune conteneva un messaggio in codice, cui prodest?”

“Stessa confusione o ambiguità la ritroviamo nella gara d’appalto per l’affidamento del servizio di ricovero e mantenimento dei cani randagi, relativo alle strutture private. Dove non solo si trovano criteri sui generis, come il possesso di un sito web, ma addirittura, rispetto ad altri appalti similari, notiamo stranamente oscillare il costo giornaliero per la gestione di un cane. Si passa, infatti, dai 3,50 euro iniziali ad 1,50 euro, poi questo costo sale a 2,60 euro, mentre nella gara in questione il costo si attesta a 2,90 euro. Perché? Cui prodest?”

“Infine, non possiamo sottacere le stranezze del concorso per dirigente economista, dove prima si nomina una commissione giudicatrice in house, mentre in un secondo momento la quasi totalità dei componenti della stessa viene cambiata. Nei giorni scorsi la stessa viene rinomina ‘per una più attenta valutazione dei titoli’. Qualcosa proprio non va in questo modo di procedere. E’ come se l’Amministrazione Piccitto avesse un coordinatore di copisti, che non cita mai l’autore, non riuscendo a produrre una cosa di qualcuno, non res nullius, ma res propria, non di nessuno ma di qualcuno. Aldilà delle metafore la situazione è gravissima.
A questo punto – conclude la Migliore – auspichiamo un’incisiva azione della magistratura affinché si riporti il senso della legalità e della trasparenza nella Casa comunale a garanzia di tutti i cittadini e delle attività produttive”.

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