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Si prospetta un reato penale per l’Amministrazione che nega l’accesso agli atti ad un pubblico ufficiale

Si prospetta un reato penale per l’Amministrazione che nega l’accesso agli atti ad un pubblico ufficiale
Gen 24
11:33 2015

Riceviamo e pubblichiamo.

L’Amministrazione comunale ha negato l’accesso agli atti, alle consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita, che avevano richiesto, con atto formale, di entrare in possesso del carteggio, intercorso tra l’Amministrazione e la Guardia di Finanza, relativo alle indagini sulla gestione del canile/rifugio sanitario di Ragusa, di cui hanno avuto relazione ufficiale dalla stessa Guardia di Finanza. L’Amministrazione ha motivato il suo diniego in quanto questa documentazione le è stata inviata in via “riservata” e perciò non può essere rilasciata sulla base di quanto prescritto dall’art. 16, comma 1, lettera b della Legge 15 del 2005 (in modifica dell’art. 24 della L. 241/1990), che dichiara che i documenti relativi ai processi tributari non sono di dominio pubblico.

Il fatto è che un consigliere comunale non è un semplice cittadino, ma un pubblico ufficiale, il cui operato non è mai finalizzato ad interessi personali ed è in nome di questo status giuridico che le due consigliere hanno richiesto di poter accedere al carteggio.
A questo punto le due consigliere si sono rivolte al loro legale, il quale, in una lettera inviata al sindaco Piccitto, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza e al Procuratore della Repubblica di Ragusa, (documento che le stesse hanno letto in Consiglio comunale, lo scorso 22 gennaio), ha evidenziato, da un lato, il diritto inviolabile delle due consigliere di entrare in possesso della documentazione richiesta, se del caso omissata nelle parti relative al procedimento tributario. Dall’altra parte, il legale ha sottolineato il fatto che l’eventuale ed ulteriore diniego potrebbe costituire, per l’Amministrazione, una condotta penalmente rilevante, poiché si profilano reati quali: favoreggiamento, violazione della legge sulla trasparenza, abuso d’ufficio (art. 323 codice penale) e rifiuto ed omissione d’atti d’ufficio (art. 328 codice penale).
Il sindaco non continui a nascondersi dietro la secretazione di quel carteggio, visto che lo stesso Comandate della Guardia di Finanza ha ottemperato al diritto di accesso agli atti, rilasciando alle due consigliere la relazione dei fatti in questione. Quel carteggio non è per nulla secretato. Il sindaco, perciò, si assuma le proprie responsabilità politiche senza inasprire ulteriormente questa spiacevole vicenda e dia la possibilità alle consigliere di svolgere a pieno la loro funzione ossia di esercitare il proprio mandato senza limitazioni, garantito dal più elementare diritto. Diversamente, oltre ad assumersi le proprie responsabilità, anche penali, dovrà spiegare alla città cosa ha dà nascondere e perché.

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