Scicli, Consiglio di Stato conferma scioglimento del Comune per Mafia. Respinto il ricorso dei consiglieri comunali

La Terza Sezione del Consiglio di Stato, ha definitivamente confermato la legittimità dello scioglimento del comune di Scicli per infiltrazioni mafiose, deciso dal consiglio dei Ministri il 29 aprile 2015, rigettando il ricorso proposto da alcuni consiglieri comunali che avevano sostenuto l’ultima esperienza amministrativa del sindaco del tempo, Franco Susino, i quali avevano appellato la sentenza (negativa per loro) del Tar del Lazio.
Il collegio ha respinto l’appello dei consiglieri comunali ‘sciolti’ perché ha ritenuto che “per giurisprudenza consolidata è la semplice presenza di ‘elementi’ su ‘collegamenti’ o ‘forme di condizionamento’ che consentano di individuare la sussistenza di un rapporto fra gli amministratori e la criminalità organizzata, a giustificare lo scioglimento, anche laddove non vi sia una puntuale dimostrazione della volontà degli amministratori di assecondare gli interessi della criminalità organizzata, o non sussistano ipotesi di responsabilità personali, anche penali, degli amministratori o dei funzionari. E che la giurisprudenza della Sezione ritiene che il giudizio prognostico di verosimiglianza fondato attendibilmente sulla logica del “più probabile che non” sia applicabile anche allo scioglimento del Consiglio comunale, che ha funzione anticipatoria e non sanzionatoria”. Nel ricorso al Consiglio di Stato i consiglieri comunali ‘sciolti’ avevano puntato molto sull’assoluzione in primo grado dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa dell’ex sindaco Franco Susino, decisa dal Tribunale di RAGUSA il 16 luglio dell’anno scorso, che faceva decadere molti rilievi ma su questo punto il Collegio riconosce che “alcune delle argomentazioni di censura diminuiscono il significato indiziario di alcuni dei fatti contestati, ma non ne eliminano la rilevanza”.

(Fonte: Ansa)

di Redazione14 Set 2017 13:09
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