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Regionali, il caos della sinistra siciliana nel post-Crocetta

Regionali, il caos della sinistra siciliana nel post-Crocetta
settembre 05
13:14 2017

Prima era una concreta possibilità, ma ormai è una certezza: Rosario Crocetta, governatore a fine mandato della Regione Siciliana, ritirerà la propria candidatura dalla corsa a Palazzo d’Orleans. Molte le promesse non mantenute dal suo governo, che pesano sul giudizio degli elettori: dalle polemiche con i No Muos alla vicenda della cancellazione delle province, passando per la sostituzione di 47 assessori, il ritardo su alcune infrastrutture, e tanto ancora…

Una scelta, quella del ritiro della candidatura, su cui peseranno le valutazioni fatte negli ambienti nazionali del centro-sinistra, che non vuole arrivare troppo impreparato all’appuntamento elettorale; e se non si vorrà parlare di pressioni, si parlerà comunque di “scelte condivise”, alla luce del basso indice di gradimento dell’elettorato per la possibilità di una Crocetta-bis.

Evidentemente il vertice con Renzi (ieri al Nazareno) sarà stato decisivo: Crocetta non doveva essere né il candidato dello schieramento, né un avversario. E dai colloqui, l’ex premier sembra proprio che abbia ottenuto ciò che voleva, con l’affermazione di un nuovo candidato che al contempo incasserebbe il favore e l’appoggio dell’attuale presidente della Regione.

Chi rappresenterà la sinistra nel post-Crocetta?

Il nome che circolava liberamente fra le news già da diversi giorni è quello di Fabrizio Micari, rettore dell’Univerità di Palermo, che Crocetta stesso si è detto pronto a supportare con il suo Megafono. Un nome che metterebbe d’accordo un’area che si definirebbe più a centro che a sinistra, con l’interesse vivo (e ben presente) di altre forze, come gli Alfaniani.

Ma dal grande schieramento resterebbe fuori la parte più “rossa” della politica isolana: i bersaniani e Rifondazione si sono già espressi in favore di Claudio Fava che, nell’ottica delle grandi manovre sul campo di battaglia elettorale, giovedì sarà accompagnato a Messina da Massimo D’Alema. È l’antirenzismo che prova ad inserirsi nella partita per la Sicilia. Un match a cui il centro sinistra, nella fretta di volersi far male prima del tempo, arriverà comunque spaccato.

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