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Referendum, Massimo D’Alema a Vittoria: “Temo quelli che riducono la Costituzione a uno slogan”

dicembre 01
14:19 2016

Ha incontrato i cittadini di Vittoria l’on. Massimo D’Alema, questa mattina, per illustrare la sua posizione nei confronti del referendum costituzionale che si celebrerà il 4 dicembre. Insieme a lui il senatore Concetto Scivoletto, il sen. Gianni Battaglia, l’on. Francesco Aiello.
Incrollabile sulle ragioni del No, ha commentato al suo arrivo: “Temo quelli che riducono la Costituzione a slogan. La Costituzione è la legge fondamentale che dovrebbe unire tutti gli italiani e già il fatto che invece con il suo progetto e la sua Costituzione Renzi gli italiani li abbia divisi, già questo è una buona ragione per fermarlo”.

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“No perché questa riforma – ha aggiunto – umilia il Parlamento, riduce lo spazio delle autonomie locali, dell’autogoverno, delle comunità regionali e locali, accentrando il potere a Roma; No perché riduce lo spazio della sovranità popolare e dello spazio dei cittadini. Quindi una buona riforma è una riforma che allarga la partecipazione dei cittadini, una riforma che la restringe, restringe il potere in poche mani, è una cattiva riforma”. In quanto alle dichiarazioni di Romano Prodi che, ieri, ha ufficializzato la propria adesione al Sì ha detto: “Non commento e non polemizzo con Prodi, rispetto le sue scelte: certo le sue motivazioni sono un po’ contraddittorie perché mi pare che il suo Sì si muova da un giudizio un po’ negativo sulla riforma. Io parto dall’idea che che se un giudizio è negativo si vota No”.
A chi ha chiesto se dopo il voto cambierà qualcosa per il Partito Democratico ha risposto: “Non sono un dirigente del Pd – ha aggiunto – Sono impegnato come cittadino italiano e il 5 dicembre cambierà qualcosa per l’Italia. Se vince il Sì avremo una Costituzione non condivisa da almeno la metà del Paese e quindi si aprirà una ferita profonda. Se vince il No, si riprenderà il dialogo tra le forze politiche per scelte condivise. Quindi il Sì aprirebbe una ferita non sanabile nel Paese, lasciamo stare nel Pd che mi interessa, ma meno dell’Italia, se devo dire onestamente la mia opinione”.

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