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Ragusa. Scoperte nuove anomalie nel bando per la pulizia degli uffici comunali

Ragusa. Scoperte nuove anomalie nel bando per la pulizia degli uffici comunali
Aprile 16
09:30 2014

Ritorniamo a parlare del bando per l’affidamento del servizio di pulizia degli uffici comunali e giudiziari del Comune di Ragusa. Come ci fa notare il segretario provinciale della Fisascat Cisl, Salvatore Scannavino, tra l’altro la prima organizzazione sindacale a denunciare l’illegittimità del suddetto bando, le anomali non si limitano solo alla unificazione dei lotti del servizio e perciò alla mancata motivazione di una tale scelta o al non rispetto degli accordi siglati tra i sindacati e il Ministero competente in merito alle remunerazione (ricordiamo, infatti, che il Comune stabilisce una tariffazione oraria per gli operatori di II livello di 12 euro piuttosto che i 15,78 euro stabiliti negli accordi, e di 13,50 per gli operatori di IV livello contro i 17,44 euro del Ccnl), ma omette di calcolare l’esistenza di un lavoratore di III livello, oggi in servizio, che da 10 anni a questa parte si occupa di coordinare gli operatori delle pulizie al Tribunale di Ragusa.

Perché una tale mancanza? Il Comune ha dimenticato di conteggiare l’esistenza di questo lavoratore? O, e la cosa sarebbe estremamente grave, ha intenzione di attuare un demansionamento di questo lavoratore?

Sempre più le anomali di questo bando rafforzano l’idea che il Comune abbia legato il ribasso d’asta direttamente al costo del lavoro. Se fosse così l’Amministrazione non solo starebbe calpestando i diritti dei lavoratori, ma starebbe violando gli obblighi imposti dal D.Lgs 163/2006, il quale sancisce che il ribasso d’asta viene determinato al netto delle spese relative del costo del personale. Visto che non crediamo che l’Amministrazione pentastellata, il sindaco Piccitto e il Movimento cinque stelle si vogliano macchiare di una tale infamia ed anzi siamo propensi a pensare che il tutto sia frutto di una banale svista, non possiamo che unirci al coro che chiede di ritirare il bando sopracitato, per riscriverne un secondo nel totale rispetto delle leggi vigenti.

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