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Ragusa. Dura denuncia della Cisl contro la ditta Busso

Ragusa. Dura denuncia della Cisl contro la ditta Busso
settembre 12
11:57 2014

“Azienda non rispetta norme contrattuali e di sicurezza, intervenga il comune”, così denuncia la Fit Cisl. Scarsi sistemi di sicurezza, contestazioni ai lavoratori prive di fondamento, mancato rispetto delle regole contrattuali. A lamentarli nei confronti della ditta Busso che si occupa della raccolta rifiuti a Ragusa e che conta 150 lavoratori, è la Fit Cisl per voce del Segretario regionale Ambiente Dionisio Giordano. “Gli autoparchi aziendali – spiega – non rispettano le normative sulla sicurezza, gli spogliatoi sono fatiscenti, i dispositivi di protezione individuali vengono distribuiti in misura ridotta rispetto alle prerogative sulla sicurezza previste dalla norma”. Giordano aggiunge “continua a non essere rispettata la normativa sulle ore di lavoro notturno, non ci risulta infatti una rotazione fra i lavoratori di questo turno e questo non fa altro che venir meno ai principi sia del contratto sia della normativa vigente a difesa della salute dei lavoratori”. La Fit Cisl denuncia poi “i lavoratori vengono continuamente vessati, sono stati assunti provvedimenti disciplinari a carico di dipendenti del tutto privi di fondamento e di reale motivazione”. Il Segretario regionale Fit Cisl Ambiente conclude “stiamo attivando tute le procedure del caso presso l’Ufficio provinciale del Lavoro, informeremo inoltre la locale Procura della Repubblica, ma chiediamo anche un intervento dell’amministrazione comunale che attraverso le somme ottenute dal pagamento delle tasse da parte dei cittadini contribuisce alla sopravvivenza dell’azienda, venga fatta luce su questi avvenimenti. Auspichiamo infine, che anche nel territorio di Ragusa, si velocizzino le procedure previste dalla legge regionale 9 e cioè l’attivazione delle Srr e degli Aro, augurandoci che le aggiudicazioni si concretizzino in favore di aziende che, vivendo di denaro pubblico, siano in grado di fornire servizi eccellenti alla collettività rispettando la dignità dei lavoratori, diversamente da quello che accade oggi”.

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