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Picchiava i figli e li lasciava a digiuno, arrestato padre violento

Picchiava i figli e li lasciava a digiuno, arrestato padre violento
giugno 28
12:39 2016

Orrore nel vittoriese: un uomo già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato perché solito maltrattare e picchiare i propri figli. L’uomo, per telefono, era giunto pure a vantarsi di queste sue “imprese”, ed è andato in escandescenze nel momento in cui ha realizzato che i militari si erano presentati a casa sua proprio per porre fine a questo disastro.

“Vienimi a prendere! Papà non si sveglia… non abbiamo mangiato tutto il giorno…”. È l’estratto straziante di una telefonata effettuata da uno dei quattro bambini, vittime del loro stesso padre, ai nonni. Il cosiddetto padre in questione, un uomo violento già noto alle forze dell’ordine per altre nefandezze (aveva già violentato la moglie; quest’ultima, di origini straniere, era fuggita abbandonando i piccoli), era pure solito fare delle telefonate, ma di ben altro calibro: secondo il resoconto delle forze dell’ordine (che avevano preso nel mirino l’uomo nel corso di un’altra indagine), al telefono con la propria madre l’uomo si vantava della forza impressa nei colpi con cui era solito percuotere i figli.

Quando gli uomini della Squadra Mobile si sono presentati presso l’abitazione teatro di queste atrocità, hanno trovato ad attenderli uno scenario indecente: la casa era un porcile, sporcizia ovunque, spazzatura, escrementi, mobili distrutti, indumenti a terra, materassi sporchi senza lenzuola (proprio dove dormivano i bambini).

Considerata la gravità dei fatti commessi e la delicatezza dell’intera vicenda che vedeva il coinvolgimento anche dei nonni (non hanno denunciato i fatti, seppur molte volte hanno assistito i piccoli), non è stato possibile affidare i bambini ai familiari, pertanto sono stati interessati l’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine della Questura di Ragusa e gli assistenti sociali del comune di Vittoria.

I bambini (alcuni avevano ancora i segni addosso della violenza subita), sono stati portati negli uffici della Squadra Mobile insieme ai nonni dove, con l’aiuto di personale specializzato, è stato spiegato loro che dovevano andare per un breve periodo in una comunità.

 

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