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Video blitz dell’operazione antidroga. La banda era affiliata al clan dei Carbonaro della Stidda

Video blitz dell’operazione antidroga. La banda era affiliata al clan dei Carbonaro della Stidda
aprile 02
13:12 2014

Ragusa, questa notte, è stata teatro di un blitz della Polizia di Stato nei confronti di un’organizzazione a delinquere transnazionale finalizzata all’acquisto, al trasporto e alla vendita di sostanze stupefacenti. L’organizzazione operava tra l’Albania e l’Italia, coinvolgendo parecchi comuni dello “Stivale”. Ci sono inoltre fortissimi sospetti che l’organizzazione fosse collegata al clan dei Carbonaro, della Stidda.

Sono 21 gli arresti dell’operazione denominata “Agnellino”, iniziata nel 2011 e conclusasi questa notte, che ha visto un ingente dispiegamento di forze: 180 uomini della polizia, unità cinofile e un elicottero dotato di visori ad infrarossi e rilevatori di calore. Durante l’operazione sono stati sequestrati 130 chilogrammi di droga, altri 100 sono stati sequestrati in questi anni di indagine, ma la cosa più importante, che è emersa dalle intercettazioni, è il volume di affari che questa organizzazione era in grado di sostenere, si parla di un commercio potenziale di draga di 800 chili ogni 15 giorni.
La droga una volta giunta nella nostra provincia veniva occultata ad arte in un vivaio di Vittoria a qualche metro sottoterra, in veri e propri bunker. L’ingresso di questi nascondigli, però, dall’esterno sembrava solo la tana di un coniglio. Durante l’operazione sono state sequestrate diverse armi e ni di ogni tipo.

Tra gli arrestati vi sono pure due donne, il cui ruolo era tutt’altro che marginale, infatti erano l’anello di congiunzione con alcuni individui detenuti nel carcere di Ragusa, da dove continuavano ad impartire ordini all’organizzazione.

In particolare, l’organizzazione aveva la propria base logistica nella cittadina di Comiso, ma operava anche nei comuni di Scicli e Santa Croce di Camerina .
Tra i membri dell’associazione, vi sono diversi soggetti, dediti alla pastorizia, che utilizzavano espressioni in codice nelle conversazioni con i sodali; in particolare , la parola “agnello” corrispondeva ad un kilogrammo di sostanza stupefacente .
Le indagini, avviate dalla Procura della Repubblica di Ragusa e successivamente coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, sono state condotte dalla Squadra Mobile di Ragusa con la collaborazione del Commissariato di P.S. di Comiso ed hanno interessato un periodo di tempo che va dal giugno 2011 al luglio 2012.

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