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Non esageriamo: puntiamo più sulla cultura che sulla bellezza!!

Non esageriamo: puntiamo più sulla cultura che sulla bellezza!!
ottobre 15
10:35 2018

Si registrano toni trionfalistici sul TTG di Rimini e si esalta l’incremento delle presenze turistiche. Ma la Sicilia è grande e non tutta può essere soddisfatta di come sono andate le cose. Basta guardare a Ragusa, non al mare ibleo che riesce per ora a tenere banco, ma alle città d’arte per le quali non basta contare i bus fermi nei parcheggi ma devono andare ben oltre. Ora viste le tante problematichirrisolte occorre affrontare delle priorità per lo sviluppo delle politiche ricettive ed economiche nell’isola.
Per confermare quanto detto in queste prime righe prendo in prestito una dichiarazione di Mario Bevacqua, un grande esperto del settore, che in un giornale on line dice: non basta cullarsi sul fatto che, stando a quanto emerso al TTG, nel giudizio dei turisti stranieri la Sicilia è la regione italiana più amata. Tutti conosciamo le eccezionali bellezze culturali e paesaggistiche della Sicilia ma poi se andiamo a vedere i numeri ci accorgiamo che aree come le Canarie e le Baleari fanno molte più presenze di noi e allora una riflessione strategica va fatta con estrema chiarezza e obiettività. E’ riemersa nuovamente, in modo prepotente, la capacità attrattiva di realtà turistiche antagoniste alla nostra nell’area del Mediterraneo come Egitto e Tunisia. Nel 2017 il prodotto “Mare Italia”, che è uno dei principali prodotti attrattivi del nostro turismo, era andato bene ma questa impennata era arrivata anche perché c’erano state le ben note problematiche nelle regioni del Nord Africa. Adesso che quelle tensioni si sono affievolite, Egitto e Tunisia si sono ripresi quei flussi che per lo più si erano spostati da noi lo scorso anno. E’ evidente che se Sharm el-Sheikh torna a fare numeri da capogiro, diventa tutto più complicato per noi ed è necessario ripensare l’offerta, il prodotto da dare ai turisti che arrivano in Sicilia”. Secondo Bevacqua  potremo  iniziare a parlare di inversione di tendenza quando riusciremo a capire in cosa investire. Palermo capitale della Cultura 2018 è stato un fatto molto positivo, ha dimostrato che si può allungare la stagione. Palermo sta andando bene perché è stata riempita da 150 manifestazioni. La gente va volentieri a Palermo ai vari appuntamenti in programma nel capoluogo siciliano.   E’ inutile fare 51 spettacoli a Taormina concentrati in soli due mesi e 10 spettacoli nella settimana di ferragosto: va distribuito tutto nell’arco di tutto l’anno.
Due semplici concetti allora che possono calzare anche per Ragusa e provincia: prima di tutto pensare ad una nuova visone del prodotto mare che deve essere più competitivo anche per i prezzi. Le tante piccole strutture  che continuano a proliferare lungo gli 80 km di costa iblea devono confrontarsi con con la concorrenza soprattutto quando, fra poco, la suddetta concorrenza sbaraglierà gli avversari mettendo in campo strutture eccellenti a prezzi molto bassi. E poi c’è la questione dell’intrattenimento cioè di cosa far fare al turista per tenerlo da noi un paio di giorni o almeno 3. Palermo capitale della cultura italiana ha messo in campo 15o eventi, piccoli, piccolissimi e grandi. Come ho detto più volte con quello che abbiamo speso in questi ultimi 5 anni ci saremmo potuti auto-proclamare capitale culturale della Sicilia. Sarebbe bastato fare un calendario a 2 anni come i Peg delle amministrazioni, coordinarsi con altri comuni più vicini, migliorare i collegamenti tra questi stessi comuni invogliando il turista, senza auto, a soggiornare più a lungo e garantirsi spostamenti comodi e veloci. Occorre poi costruire l’immagine del territorio puntando su alcune peculiarità. Va bene il barocco ma ricordiamoci che l’inserimento nella lista Unesco è solo per le facciate delle chiese dei palazzi e non per gli interni  e per favore smettiamola con questo autoincensarsi attraverso non meglio definiti ” manifesti” dedicati a cose che abbiamo. Belle si ma in piccola parte perchè  vi assicuro che la nostra è una zona nella quale c’è qualche cosa interessante ma non esageriamo.

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