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Non è più l’Isola Felice.

Non è più l’Isola Felice.
ottobre 25
15:40 2012

assembleaprovinciaL’ente Provincia Regionale di Ragusa è sempre stata un’ isola felice dove i soldi non mancavano mai, i dipendenti vivevano  contenti e spensierati, certi dello stipendio a fine mese, e i dirigenti potevano contare su stipendi a tanti zeri. Ora sembra che non sia  più così. L’ente  si trova in grandi difficoltà, con una situazione  finanziaria precaria, aggravata dal fatto che gli amministratori precedenti  in pochi mesi, dall’inizio dell’anno, hanno in pratica speso tutta la dotazione economica del 2012.

 Il “povero” Commissario Scarso sembra preso dai turchi e cerca di ribattere e mettere pezze ad ogni buco di cassa. E così dopo l’università e tanti altri inghippi, dopo i tagli agli istituti scolastici,  è arrivato addirittura a  far spegnere le luci all’interno degli stabili provinciali. Ma oggi ne è spuntata una nuova, davvero difficile da gestire. In una partecipatissima assemblea sindacale, con  tantissimi dipendenti provinciali,  sono state messe in discussione alcune decisioni dell’ente ed in particolare la delibera n. 73 del 9 ottobre. In questa si fa si riferimento alla politica di risparmio che l’ente sta attuando ma il tutto, si dice appunto nella delibera, servirà, per dirla in breve, a garantire lo stipendio ai 3 famosi dirigenti della provincia spesso messi in discussione per l’entità del contratto. C’è anche da aggiungere che,  vista la situazione economica generale,  la ragioneria  ha comunicato che le spese relative al personale, nell’ente ,  superano il 54 per cento della spesa totate facendo quindi, della provincia, un vero e proprio stipendificio.  L’assemblea, preoccupandosi dei vari patti di stabilità e spending  etc etc, ha ravvisato il  rischio, per i dipendenti, di non percepire, in futuro, lo stipendio ed è passata all’attacco. Si è infatti deciso di chiedere al commissario di non procedere, in nome del risparmio, a nessuna ipotesi di assunzione e di cassare il punto della delibera n. 73  nel quale si parla di conservare lo stipendio ai 3 dirigenti.  Infine viene proclamato lo stato di agitazione ma con riserva, cioè in attesa di sviluppi.  Scarso non la ha mandata giù  ma la storia  è abbastanza delicata. L’incarico ai 3 dirigenti, Migliorisi, Rosso e Distefano, era stato  deciso dalla giunta Antoci. A quanto pare, per legge, tali incarichi hanno una durata triennale e quindi  il Commissario Scarso, appena arrivato, ha dovuto confermare i 3 dirigenti fino a settembre del 2013.  E’ chiaro che queste posizioni dirigenziali costano abbastanza all’ente e occorre fare dei risparmi per trovare i fondi.  Ma in un momento così delicato, con tanta gente che rischia davvero il posto per mancanza di denaro  il dichiarare, in delibera, che bisogna fare dei risparmi per dare lo stipendio ai dirigenti sembra quasi una bestemmia. Ma Scarso avrebbe le mani legate perchè la legge gli ha imposto di tenersi i dirigenti, certamente validissimi, e lo costringe ora a pagargli i soldi del contratto qualunque sia la somma. La colpa, caso mai, è di chi ha dato gli incarichi prima concedendo tali emolumenti, seppur legali, ma senza pensare alle casse dell’ente. Ora bisogna dire un paio di cose: prima di tutto non sono mai stati messi in discussione gli stipendi dei dipendenti della provincia ne ora ne dopo il 31 dicembre.  Se il commissario ritira gli incarichi rischia di trovarsi impelagato in questioni legali visto che i dirigenti  passerebbero subito alle vie legali per far rispettare il contratto firmato da Antoci. E allora? E’ un vero dilemma. Prima di tutto bisogna vedere se le dirigenze sono veramente utili per l’ente e in buona parte crediamo di si. Allora si può cercare una mediazione che andrebbe più verso  il buon senso che verso le regole amministrative.   Una decurtazione, magari modesta, degli emolumenti darebbe un segnale e permetterebbe comunque di guardare in direzione del risparmio per tutti. Sappiamo che è difficile da digerire.  Ma la guerra è guerrà e per tutti!  Comunque siamo in attesa delle decisioni che prenderà il commissario.

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