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Nascono nuove alleanze in Consiglio?

Nascono nuove alleanze in Consiglio?
maggio 11
12:58 2016

Da qualche tempo a questa parte non si può non assistere a degli strani balletti in Consiglio comunale. Un continuo andirivieni dai banchi delle opposizioni a quelli di Partecipiamo, ma di questo diremo in seguito. Ultimamente, invece, un nuovo valzer si è aggiunto a quello che ha come protagonista Giovanni Iacono, quello dell’ormai celeberrima Gianna Sigona, che se da un lato si è trovata, tutto d’un tratto, orfana in Consiglio, dall’altro lato si riscopre oggetto del desiderio della fu odiata opposizione, in fondo quando mai avevamo assistito a personaggi come Sonia Migliore o Maurizio Tumino interloquire con la consigliera pentastellata? Chissà cosa avranno da dirsi, chissà di cosa discuteranno. Chissà quali trame ordiranno? Un valzer sì, un valzer intorno al letto di un moribondo, verrebbe da dire. Il moribondo o meglio la moribonda è naturalmente la consigliera Sigona e non perché è di salute cagionevole, sta benissimo, le gote sono rosse e lo spirito è quello di sempre: combattivo, fiero e coraggioso. Agonizzante e se volete incerto è il suo percorso politico, il suo futuro, che di certo non dipende dal responso della Casaleggio Associati o dal suo memorandum (chissà cosa potrà inventarsi, ndr.) che dovrà al più presto inviare alla casa madre pentastellata, ma è il suo futuro politico che ci incuriosisce, è lo spazio di manovra che potrà costruirsi in Aula che ci stuzzica.

Per ora la Sigona si gode il suo momento di popolarità e così non è raro vederla, tutta inorgoglita, girare per i corridoi di Palazzo dell’Aquila, mentre sbandiera una lettera d’encomio proveniente da Messina, a firma di un sedicente partito di estrema destra. Non esprimiamo nessun giudizio sulle opposizioni (già ci ha pensato Davide Brugaletta, capogruppo del Movimento 5 stelle, nel suo comunicato sull’approvazione del Piano della tassa di Soggiorno, ndr.) infatti, mentre le opposizioni continuano a dirsi antifasciste, dall’altro sono prodighe di distinguo, provando ad ingraziarsi le simpatie della Sigona, che, vuoi per mancanza di intelligenza politica o d’esperienza, siamo certi, ma è l’opinione di chi scrive, non ha chiaro né cosa stia accadendo né quali possano essere le mire dei suoi colleghi, che come trame imperscrutabili si addensano sulla sua persona; ormai è in ballo e bisogna ballare ed allora? Si avvicina timidamente, con la sua testolina, allo scranno di Iacono, per capire e carpire i segreti della politica, non certo quella fatta di slogan vetusti e di aneddoti trionfalistici, buoni per un romanzo d’appendice, ma quella reale, fatta di atti, emendamenti, proposte, ma anche di strategie, di cose dette e soprattutto di cose non dette.

Di tutt’altro tenore è il balletto che vede protagonista Iacono. In questi continui rendez-vous ognuno perseguirà il suo personalissimo progetto, fatto sta che i vari questuanti sono oramai da tempo intenti a farsi dire, a farsi spiegare questo o quell’altro atto, e il buon vecchio Giovanni Iacono, serafico, sempre seduto al suo posto, non si scompone e con la pazienza del maestro, spiega, indottrina, illumina, dirige. Dimentichi delle vecchie ruggini, fanno capannello, discutono come buone api operose sulle strategie da seguire: per accreditarsi, per screditare o magari solo per vendicarsi. Staremo a vedere.

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Nel frattempo non possiamo non ricordare le dichiarazioni degli esponenti di Insieme, quando chiedono maggiore chiarezza al leader di Partecipiamo: “Vorremmo un po’ di chiarezza da chi oggi si dice minoranza ed ancora non ha fatto, ma mai lo farà ne siamo certi, i conti col suo passato e con il suo presente. Parliamo di più di 18 mesi di connivenza, di un colpevole e sinistro torpore politico ed amministrativo. Un torpore oggi magicamente finito, quanto meno a parole” e poi aggiungono “Chi oggi si dice avversario non può continuare a beneficiare sornionamente degli effetti di un’alleanza ufficialmente finita. Uomini fidati del movimento Partecipiamo, infatti, operano ancora all’interno del Consorzio lattiero caseario e del Consorzio universitario in posizioni apicali”.

Veleni, ripicche e gelosie, che hanno scompaginato o stanno ridisegnando, quanto meno all’apparenza, la geografia politica in Aula. Si parla di nuove maggioranze, di alleanze trasversali, di ipotetiche campagne acquisti, il tutto in un bailamme di accordi e promesse che difficilmente potranno essere soddisfatte, ma i giochi sono appena all’inizio e come in una partita a scacchi vincerà chi sarà in grado di guardare più lontano. Certo è che chi, oggi, si crede l’ago della bilancia, non è detto che in effetti lo sia. In fondo quanto peso possano avere un Iacono o una Sigona, a lungo termine, è tutto da vedere. Va da sé che con una “maggioranza” consiliare tanto sfilacciata e scontenta le loro trame fanno breccia e creano scompiglio, magari finché qualcuno non decida di calare i suoi assi.

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