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Museo archeologico. Ennesima ammissione di incapacità del M5S di Ragusa

Museo archeologico. Ennesima ammissione di incapacità del M5S di Ragusa
gennaio 12
11:52 2017

Qualcosa proprio non va. I nuovi orizzonti della politica odierna appaiono sempre più nebulosi e incomprensibili. Tranquillamente possiamo parlare di un cortocircuito politico.
Parliamo del Museo archeologico di Ragusa e del suo futuro, una vicenda che qualcuno – Massimo Agosta e Maurizio Stevanato, consiglieri comunali del M5S – ha definito una querelle.
In breve. Vi è un progetto, già finanziato, che prevede la trasmigrazione del museo dalla sua sede attuale al Convento del Gesù a Ibla. Non stiamo parlando di un mero trasloco, infatti l’operazione, che costerà circa 5 milioni di euro, ha come fine ultimo la creazione di un museo secondo una concezione più moderna: con sale multimediali, istallazioni permanenti e non, il tutto per incuriosire il più possibile il visitatore, che verrà coinvolto in prima persona dalla storia che il museo, e quindi i suoi curatori, ci racconta.
Bene, ma siamo in Italia e ancor più in Sicilia e le cose non vanno mai per il verso giusto, anche a causa di una burocrazia elefantiaca e di una classe politica quasi mai all’altezza.
Va bene, questi i fatti. Ieri, dopo i comunicati stampa della consigliera Marino e dei circoli del Pd, che si lamentavano del funzionamento del suddetto museo, è giunto in redazione un comunicato stampa a firma di Stevanato e Agosta, il cui senso ci sfugge.

In vero qualcosa hanno detto: il sindaco è bravissimo, è solo vittima dell’incapacità altrui (presidente della Regione, dirigenti e funzionari vari), insomma la colpa è sempre degli altri e a riprova di ciò, inspiegabilmente, ricordano le due manifestazioni organizzate all’interno del Museo del Costume. Allora, lungi da noi il voler difendere questa Amministrazione regionale, che tra l’altro abbiamo più volte criticato, e/o togliere qualcosa alle iniziative del Museo del Costume, non riusciamo a trovare, però, il nesso tra le due cose, misteri pentastellati. E poi, Stevanato, Agosta & Co. si sono resi conto che, da circa tre anni, loro e solo loro stanno governando questa città? Ossia sono loro che rappresentano la città e sono sempre loro che devono fare gli interessi dei cittadini. Se qualcosa non va, se qualcosa non va a genio al nostro primo cittadino e alla sua Giunta, devono essere loro a puntare i piedi, loro devono fare le barricate nel solo interesse della città, loro e nessun altro. A nulla serve aprire le braccia e invocare l’ennesimo complotto. La città li ha scelti per governare e non per lamentarsi. Ma questo è un concetto che gli continua a sfuggire.
La storia, anche recente, ricorderei la vicenda delle royalties, è piena di battaglie condotte contro scelte scellerate calate dall’alto, ma questa Amministrazione ci ha insegnato altro: la genuflessione sistematica.
Un esempio è il regolamento sui dehors. Prima dell’estate arriva in Comune un regolamento regionale, a dir poco scritto con i piedi, che limita i dehors mortificando praticamente l’economia di tanti, tantissimi ristoratori ragusani e l’Amministrazione, che come sempre non ha avuto il coraggio di prendere una posizione chiara, ha deciso di adottarlo senza batter ciglio, fregandosene delle conseguenze. Quando si dice tutelare gli interessi generali.

Proseguendo nella lettura di questo comunicato qualcosa di sibillino alla fine troviamo: “Il sindaco deve sì attivarsi per la città, ma non deve sollecitare nessuno, deve solo richiedere che i responsabili regionali si affidino alle dimostrate capacità del settore Beni Culturali del Comune”. La gestione del Castello di Donnafugata docet! Comunque, aldilà delle facili ironie, il sindaco, perciò, si deve attivare, ma non sollecitare, come dire deve chiedere ma non domandare, deve alzarsi rimanendo seduto, insomma il discorso è un tantino contorto, ma forse sta tutto qui il vero senso di questo comunicato. Il sindaco si è attivato, ma non in prima persona, tradotto non sta sollecitando nessuno, troppa fatica, ed allora ecco qui il comunicato, che verrà letto da chi di dovere in Regione, il quale deciderà seduta stante (solo nel Paese delle meraviglie accadono queste cose, ndr.) di affidare a un qualche funzionario comunale la direzione del Museo, se non dell’intero polo museale ragusano, che tra l’altro ancora non esiste. Può essere, ma questa machiavellica strategia dei 5 Stelle, ci sembra un tantino bislacca, anzi del tutto campata in aria come gran parte delle loro idee. Per quale motivo, infatti, la Sovrintendenza dovrebbe incaricare un funzionario del Comune per gestire il Museo? Invece, se questa è la loro reale intenzione, progetto che noi tranquillamente sposeremmo, ci permettiamo di consigliargli di cambiare tattica, se non vogliono fare l’ennesimo buco nell’acqua. Come? Potrebbero iniziare seriamente a lavorare all’istituzione di un polo museale gestito dal Comune, il quale, a differenza della Sovrintendenza di Ragusa, ha le possibilità economiche per farlo. Certo, bisognerebbe mettersi a studiare, capire quale è l’iter burocratico da seguire e sì, andare in Regione e bussare a qualche porta. Lo capiamo, questo è un piano che non può essere realizzato in una notte né con la pubblicazione di un comunicato stampa e forse proprio per questo, è aldilà delle loro capacità e quindi è meglio, cari lettori, non affezionarci a questa idea, quanto meno per ora. Chissà, magari, un domani, quando ci sarà un altro sindaco, un’altra maggioranza, un’altra Giunta, nulla vieta che questa idea possa diventare realtà.

Ci sentiamo, invece, di sposare in pieno l’invito dei due pentastellati, col quale chiudono la loro nota: “E’ tempo di fare politica seriamente”, giusto e così chiudiamo questo pezzo, certi, però, che altri due anni dovranno passare.

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