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Ma almeno diteci come sta ora il gatto.

Feb 15
23:31 2013

c0019451tsDall’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Ragusa  arriva questo comunicato in risposta all’articolo su un quotidiano dal titolo: “Micio travolto in strada sensibilità animalista e venalità veterinaria” La storia è surreale. Sabato 9 febbraio 2013 compariva sulle pagine della cronaca di Ragusa del quotidiano, un articolo nel quale una ragazza ed un giornalista, entrambi animalisti, raccontavano una vicenda, a dir loro, dai risvolti incredibili ed assurdi con  protagonisti un micio randagio investito e la venalità dei medici veterinari che lo hanno soccorso e curato. La storia si era svolta il 3 febbraio  quando la ragazza, trovato il gatto investito, si rivolgeva ad un veterinario libero professionista, titolare di un ‘ambulatorio, affidandogli la cura dell’animale che versava in gravi condizioni.  La sera stessa, il professionista dopo aver effettuato un rx, una fluidoterapia ed una terapia farmacologica per stabilizzare il soggetto, diagnosticava una frattura del bacino, una a carico della colonna vertebrale ed un grave stato di disidratazione ed ipotermia del paziente, pertanto dietro il consenso della ragazza, lo ricovera nella clinica privata in terapia intensiva. Il giorno dopo il gatto veniva sottoposto ad esame ecografico, esami ematologici (da cui si rilevava un grave stato itterico) e venivano continuate le terapie del caso, anche per i 3 giorni successivi.  Giornalmente la ragazza  si informava delle condizioni del micio e dopo 4 giorni di ricovero il gatto veniva dimesso accompagnato da terapia e regolare parcella. Probabilmente la ragazza è rimasta colpita dall’entità della richiesta e si è rivolta ai giornali. A nome dei veterinari della provincia il dott. Muriana ha voluto intervenire per difendere la categoria: Non vediamo  alcuna venalità sull’operato del  collega ne la mancata sensibilità animalista, vista la perizia, i risultati ottenuti, e l’onestà fiscale di cui tanto si parla. Quindi anzichè sparare a zero su colleghi liberi professionisti, che vivono onestamente del proprio lavoro, si punti invece il dito contro le istituzioni che dovrebbero assumersi l’onere del soccorso e della cura degli “animali nullatenenti”.  Questi andrebbero ricoverati  e curati presso apposite strutture comunali già esistenti, ma non ancora attive, nelle quali dovrebbero operare medici veterinari del servizio sanitario nazionale dell’ASP di Ragusa o liberi professionisti convenzionati. In questo caso non ci sarebbe nulla da pagare. In tempi di crisi, quando la gente normale si lamenta di quello che accade nella sanità sembra strano pensare ad una soluzione così avanzata e forse dispendiosa. La sensibilità infatti non va a braccetto con i costi delle cure mediche e lo sappiamo bene. Pur a malincuore dobbiamo convenire con Muriana. Ma alla fine il gatto come sta? Il quadro clinico sembrava veramente tragico e se poi se l’è cavata si dovrà pur dire grazie al veterinario, senza badare a spese. Intanto bisogna ricordare  ai lettori che   L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento da cui derivi danno ad uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. Forse dunque ci voleva un altro personaggio in questa storia da accusare di crudeltà ed insensibilità.  L’automobilista. Infatti non ci sono più scuse, la norma  stabilisce che gli animali coinvolti in un incidente hanno il diritto a essere soccorsi e che ignorarli in una situazione di estremo bisogno diventa omissione di soccorso, e in quanto tale, perseguibile dalla legge, a prescindere dal fatto che la persona coinvolta e che non ha prestato soccorso sia o non sia la stessa che ha causato l’incidente. Se vogliamo che le cose cambino nel nostro Paese per il bene degli amici a 4 zampe affinché la loro dignità venga riconosciuta, è assolutamente necessario che queste sanzioni vengano applicate in modo sistematico. Solo così, infatti, si farebbe più attenzione quando si è al volante. In Italia, i gatti e icani, che vengono travolti dalla auto restano purtroppo sempre troppi.

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