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L’arroganza di certi dipendenti pubblici non ha limiti

L’arroganza di certi dipendenti pubblici non ha limiti
maggio 13
09:10 2014

“Ci risiamo. Così come era accaduto con la Tares, nei mesi scorsi, anche stavolta, a quanto pare, le capacità legate alla spedizione delle bollette da parte di chi cura il servizio per conto del Comune di Ragusa non si stanno rivelando all’altezza della situazione”. A dichiararlo qualche giorno fa è stato il consigliere Angelo Laporta, che prosegue: “Il problema è che molte utenze, e quindi i relativi cittadini, non hanno ancora ricevuto i moduli per potere effettuare i pagamenti, nonostante queste siano scadute o prossime alla scadenza”.
“Mi chiedo – continua Laporta – ma è così difficile prevedere una programmazione all’altezza della situazione? Come è possibile, ancora una volta, a distanza di mesi, ricascare nello stesso problema? In ogni caso, dopo avere valutato che molte bollette non sono state ancora trasmesse ai destinatari (solo un 30, 40% è stato già inviato, ndr.), suggerisco all’Amministrazione comunale di valutare la possibilità di posticipare la data di scadenza, magari di una decina di giorni o, meglio ancora, a fine mese”.

Quando il consigliere si è reso conto di questo problema ha telefonato all’ufficio idrico dell’Amministrazione per chiedere lumi e provare a vedere se vi erano soluzioni, per tutta risposta una dipendente comunale, vicina, vicinissima all’Amministrazione, chi ha orecchi per intendere intenda, aggredisce, il consigliere, accusandolo di aver scritto falsità, di voler gettare fango sul Comune e sui suoi dipendenti ed infine lo esorta a non pubblicare più quel tipo di comunicati. Adesso non siamo qui per difendere Laporta, che sicuramente non ha bisogno delle nostre difese, ma semplicemente per denunciare l’arroganza di questo dipendete, che forse non ha ben chiaro il suo ruolo, lei faccia il dipendete che il politico fa il suo mestiere. E’ un fatto estremamente fastidioso venire a conoscenza che un dipendete, solo perché è vicino o vicinissimo all’Amministrazione si senta in diritto di ergersi a giudice.
Comunque pare che lo stesso fastidio l’abbiano provato pure il vicesindaco Iannucci e il presidente del Consiglio, Giovanni Iacono, che hanno garantito che un tale episodio non si ripeterà più. Speriamo!

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