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La sfacciataggine del M5S, le cui facce non si contano più

La sfacciataggine del M5S, le cui facce non si contano più
Mag 15
11:07 2018

A 24 ore dalla presentazione delle liste, l’ex consigliere pentastellato, Dipasquale continua a mettere drammaticamente il dito nella piaga del suo ex partito, e a ragione. Il M5S, nato pochi anni fa, presentatosi all’elettorato italiano come una forza nuova e rivoluzionaria, continua a svelare, al di là della retorica propagandistica che tanto lo contraddistingue, il suo vero volto. Un partito, e non un movimento, votato come gli altri e più degli altri alla liturgia dell’odiatissima vecchia politica, che incarna invece egregiamente in ogni suo aspetto più degenere, e ciò è vero sia a livello centrale che a livello locale.
Fra le tante cose che si possono rimproverare al partito della Casaleggio, una su tutte la fa da padrone: la loro impunita incoerenza. Una contraddizione oramai divenuta sistemica, a tal punto da esser l’unica cifra identificativa di questi pseudorivoluzionari. Non solo i programmi cambiano di settimana in settimana a colpi di bianchetto, ma sono le stesse regole che si sono autoimposti, e che nell’immaginario collettivo dovrebbero sancire la distanza siderale con gli altri partiti, ad essere eluse bellamente dal loro agire quotidiano. E proprio di questo tratta la nota inviata alla stampa da Dipasquale. Come mai – si chiede – se Grillo, Casaleggio, Di Maio e Dibba scrivono ed impongono ai famigerati attivisti un regolamento e uno statuto rigidissimo, i loro epigoni locali lo ignorano senza che nessuno gli dica qualcosa?

Prima di lasciarvi alla lettura del comunicato stampa di Dipasquale, non possiamo non tirare le orecchie allo stesso, che dimentica di annoverare tra i non candidabili Gabriele Piccitto, che partecipò alle amministrative del 2011 tra le fila di Sinistra ecologia è Libertà. Invece ci associamo all’invito che rivolge a Tringali (noi lo rivolgeremmo pure all’on. Campo e all’on. Cancelleri, ndr.) il quale ha l’obbligo, foss’anche solo per onestà intellettuale, di fare chiarezza, di dire come mai lui e il suo gruppo hanno deciso di ignorare le regole del Movimento.

“Nei giorni scorsi in piazza Cappuccini a Ragusa, il movimento cittadino ha aperto ufficialmente la campagna elettorale, con il suo candidato sindaco Antonio Tringali e 24 candidati consiglieri.
Nulla di strano, se non fosse che (come già ribadito), la modalità di scelta delle candidature alla “POLTRONA” di consigliere comunale appare sconosciuta alla cittadinanza e tipica della vecchia logica dei partiti tradizionali. A confermarlo, vi è anche un documento (in allegato a questo comunicato) scritto da un anonimo attivista che, con sgomento, rabbia e delusione riporta alcuni fatti che hanno contraddistinto tali modalità e che confermano la mancanza di trasparenza ed onestà intellettuale già dichiarata.
Non solo: ancora più grave è la scesa in campo – tra i 24 candidati consiglieri – di alcune persone attualmente non presentabili in quanto in contrasto con il regolamento nazionale per le elezioni amministrative.
A tal proposito infatti si evince che ciascun candidato:
· non dovrà aver concorso in liste che si sono candidate contro liste che si sono presentate sotto il simbolo “MoVimento 5 Stelle” nelle elezioni a vario livello che sono state svolte dal 2009 ad oggi;

Questa regola sembra non valere a Ragusa!
Basta fare una semplice ricerca per apprendere che nel 2013, quando il MoVimento 5 Stelle si presentò alla città vincendo al ballottaggio la competizione elettorale, i seguenti esponenti erano avversari dello stesso, disattendendo a tutti gli effetti il regolamento nazionale per le elezioni amministrative!
– Sebastiano Zagami: candidato con la lista “UDC – Unione Di Centro” per Giovanni Cosentini sindaco ed un totale di 204 voti ottenuti.
– Gurrieri Giovanni: candidato con la lista “Costruiamo il futuro” per Francesco Barone Sindaco ed un totale di 105 voti ottenuti.

A questi, bisognerebbe aggiungere altri esponenti che in passato hanno aderito a liste o partiti eticamente differenti dal movimento 5 stelle e che, per onestà intellettuale, sarebbe stato meglio non candidare.

La campagna elettorale intanto va avanti, “in barba” ai regolamenti ed alle logiche di trasparenza che contraddistinguono il nostro organo politico.
Queste domande sono necessarie, a tutela dei valori di democrazia partecipata:
– Quali criteri sono stati adottati per scegliere i candidati all’interno del Movimento 5 Stelle a Ragusa?
– Perché non si è data alcuna possibilità anche solo di ascolto e partecipazione alle decine di cittadini che democraticamente avrebbero voluto contribuire a questo progetto politico?
– Perché si è scelto di candidare esponenti non candidabili disattendendo il regolamento?”

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