Reteiblea

La Sanità secondo Adiconsum

Gen 12
18:19 2013

Riportiamo un articolo inviatoci da Adiconsum: Un’indagine effettuata a livello nazionale da Adiconsum rileva che le risorse economiche impiegate dallo Stato italiano per l’assistenza sanitaria rispetto ad altri Stati europei, sono minori. Per assistere i suoi cittadini, l’Italia spende circa il 30% in meno della Germania, il 23% in meno della Francia e il 16% in meno del Regno Unito, un divario di circa 10 punti superiore a dieci anni fa. Inevitabilmente l’ulteriore riduzione di spesa produrrà iniquità e diminuzione della qualità del servizio e del numero di prestazioni erogate. Di contro la spesa sanitaria pubblica è sempre più a carico delle famiglie. In sostanza, spiega l’associazione dei consumatori, la sanità pubblica non riesce a soddisfare a pieno l’esigenza del consumatore, sia per i costi dei ticket che per i lunghi tempi di attesa. Tutto ciò favorisce l’avanzamento del servizio sanitario privato “low cost”, caratterizzato da brevi tempi di attesa, costi di prestazione inferiori del 30 – 60% rispetto al privato tradizionale e il quasi totale allineamento ai costi in regime del Ssn. E anche a Ragusa si registrano in tal senso dati positivi. “In un momento di crisi economica, l’utente consumatore valuta attentamente i costi e il servizio reso – dichiara Gianni Cerruto, presidente Adiconsum Ragusa – Molto spesso si effettua la comparazione dei prezzi tra pubblico, privato tradizionale e privato sociale, il cosiddetto low cost, con risultati che vedono prevalere proprio il privato sociale sia per i costi che per i tempi di attesa che si riducono a volte a zero. Sicuramente bisogna incominciare a pensare ad un servizio sanitario diverso, senza però dimenticare le categorie più deboli che hanno difficoltà a usufruire della sanità privata e rischiando di costituire un SSN povero per i solo poveri”. L’Adiconsum Ragusa ha nell’ultimo anno attivato un proprio sportello legato al progetto Intersalute che prevede anche in Sicilia, e in particolar modo nella provincia iblea, una serie di prestazioni di qualità ma con prezzi assolutamente “low cost”. “Si sono ottenuti risultati assolutamente positivi – spiega ancora Cerruto di Adiconsum – Abbiamo monitorato le prestazioni verificando che in effetti il servizio privato low cost ha permesso di offrire prestazioni di qualità, in tempi rapidi e soprattutto con livelli assolutamente paragonabili a quelli della sanità pubblica, ma alla fine, nella maggior parte dei casi, con prezzi minori o uguali. Quella che noi chiamiamo la libera concorrenza del mercato ha nei fatti funzionato sotto l’attento sguardo della nostra associazione sempre vicina ai consumatori”. Il piano di rientro dei Servizi Sanitari Regionali e i provvedimenti di politica economica nazionale aumenteranno la quota di spesa a carico delle famiglie e diminuiranno l’assistenza farmaceutica e specialistica offerta dal Ssn. Ma la situazione è già preoccupante. Secondo l’ottavo “Rapporto Sanità” del Ceis – Università di Roma Tor Vergata, con i nuovi ticket migliaia di famiglie passano “a rischio di povertà” per pagare le spese mediche. Anche il Censis ha parlato di “sanità negata” riferendo che oltre 9 milioni di italiani dichiarano di non aver potuto accedere a prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno per ragioni economiche. “Nei fatti ormai è sempre maggiore la parte di popolazione che si rivolge al privato sociale – spiega Salvatore Pacini, direttore sanitario della Clinica del Mediterraneo e coordinatore del progetto Intersalute – Il privato low cost è più efficiente, sfrutta intensivamente strutture ed apparecchiature, centralizza gli acquisti di forniture. Inoltre può contare, come nel nostro caso, anche su medici di elevata e riconosciuta professionalità. Dunque prestazioni di alto livello ma con prezzi più bassi, nella maggior parte dei casi, rispetto ai ticket da pagare nella sanità pubblica. Da questo assunto è nato il progetto Intersalute lanciato da circa un anno e che ha trovato un immediato e positivo riscontro grazie alla tessera che prevede la possibilità di ottenere un certo numero di prestazioni sanitarie gratuite per tutta la famiglia e ulteriori sconti su altre prestazioni”. Nel raffronto realizzato da Adiconsum a livello nazionale, il costo delle analisi cliniche oscilla tra 25 e 32 euro nel servizio sanitario nazionale pubblico e tra 23 e 32 nel privato sociale low cost; il costo di un’ecografia all’addome costa nel pubblico tra 36 e 66 euro e nel privato sociale tra 37 e 59 euro; la visita specialistica costa nel pubblico tra 30 e 50 euro mentre nel privato sociale costa tra 26 e 60 euro. Infine la visita cardiologica con ecg costa tra 32 e 66 euro nel pubblico e tra 39 e 60 euro nel privato sociale dove i tempi di attesa, al contrario del pubblico, sono assolutamente ridotti.

Articoli simili