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La Ragusa immaginata da Giorgio Massari sarà una città per tutti

La Ragusa immaginata da Giorgio Massari  sarà una città per tutti
aprile 13
16:30 2018

Riceviamo e pubblichiamo.

In ascolto delle associazioni di volontariato, della cooperazione sociale, del terzo settore, di mamme e papà che chiedono con forza di ridare centralità alle politiche sociali e della famiglia. Il teatro dei salesiani ha ospitato il terzo degli appuntamenti (dopo quelli dedicati allo sviluppo economico e all’urbanistica) di ascolto voluti da Giorgio Massari per aggiungere qualità al programma ed efficacia alla successiva azione amministrativa. Tante le testimonianze che hanno evidenziato problemi e fenomeni cui occorre trovare risposte: l’invecchiamento della città, l’emigrazione dei giovani, l’immigrazione, la disoccupazione, il gioco d’azzardo, gli abbandoni scolastici, la solitudine di chi vive bisogni speciali.
Come ha evidenziato il professore Luciano D’Amico dell’Università di Catania, le politiche sociali devono porsi al centro dell’attività amministrativa anche perché intercettano le dinamiche delle politiche educative ed economiche. Occorrono quindi risposte coerenti a problemi da affrontare nella loro complessità.
«La mia Ragusa – ha preso l’impegno il candidato a sindaco Giorgio Massari – dovrà garantire l’uguaglianza delle opportunità per tutti».
Sulle politiche sociali ha individuato tre pilastri e annunciato una serie di proposte concrete a partire da un piano quinquennale per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’individuazione di un disability manager a quello che ha definito un “Piano Marshall per l’emergenza educativa”. I tre punti qualificanti delle politiche sociali ruoteranno attorno a famiglia (sapendo che gran parte delle abilità che influenzeranno gli esiti educativi e occupazionali dei giovani vengono acquisiti nei primi anni di vita); risorse (aumentando il budget di investimento sul sociale, incrementando nel bilancio la spesa pro capite a favore di ogni singolo cittadino); spazi (mettendo a disposizione il patrimonio immobiliare pubblico e quello privato sfitto per finalità sociali, culturali, lavorative ed abitative e di coabitazione, individuando le mediazioni sociali, necessarie, senza ledere i diritti dei piccoli proprietari).
«Cammineremo sul passo degli ultimi, ma statene certi, se cammineremo sul passo degli ultimi, in realtà – ha tenuto a evidenziare Giorgio Massari – voleremo, perché non c’è crescita se non c’è coesione sociale».
Tutto questo sarà possibile anche valorizzando e sostenendo le associazioni che operano in città che Massari come una risorsa.
«La speranza – ha concluso Giorgio Massari – ha due bellissimi figli: lo sdegno per la realtà delle cose il secondo è il coraggio per cambiarle. Noi abbiamo l’uno e l’altro per questo siamo uomini e donne di speranza. Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni».

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