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La frenesia della notte di capodanno. Ma quante cose si sarebbero potuto fare.

La frenesia della notte di capodanno.  Ma quante cose si sarebbero potuto fare.
gennaio 01
19:21 2018

Non c’è dubbio le amministrazioni che contano mettono, per tempo, in programma i fondi, copiosi, per lo spettacolo della notte  di fine anno.  Diciamo per tempo perchè all’ultimo momento si trova ben poco sul mercato e poi servono molti soldi per la promozione se è vero che  tali appuntamenti dovrebbero  contribuire all’immagine della città dal punto di vista culturale e turistico.  In  tv avrete visto, la sera del 31,  il mega show  realizzato a Maratea con tanti big della canzone tra cui la new entry del nostro Lorenzo Licitra.  Questo spettacolo rientrava nel grande programma di Matera capitale europea della cultura e  non si è certo badato a spese e la stessa Rai ha voluto essere vicino alla cittadina lucana. Anche Palermo  con i concerti, tanti per la verità, dell’ultimo dell’anno ha sancito l’inizio  dell’impegno come capitale italiana della cultura e non sono mancati i turisti e gli apprezzamenti. E torniamo a Ragusa. Ora si fa a gara per parlare dei flop del natale ibleo. Non voglio parlare di presenze e di  nomi  ma in verità c’era da aspettarselo perchè, come è d’abitudine dalle nostre parti, i grandi eventi si fanno all’ultimo momento. quasi in sordina, per paura che qualcuno possa intervenire sulle delibere in itinere e anche per motivare le scelte che così sono spesso dettate dal’urgenza.  Chi è causa del suo mal pianga se stesso  dicevano gli antichi ma come al solito piangono i cittadini.  E così oggi abbiamo fatto un piccolo sondaggio per quanto riguarda le presenze turistiche soprattutto a Ibla. Soddisfacenti, non certo straordinarie ma in media con il passato.  Allora ci chiediamo se i fondi per il natale più criticato della legislatura si fossero impiegati per tempo con una programmazione intelligente e  strategica si sarebbe fatto certo  una bella figura dando soddisfazione ai turisti che, forse, leggendo  qualche nome di richiamo tra gli appuntamenti siciliani avrebbero potuto esse anche di più.  Insomma la lezione deve servire per il futuro. Chi avrà  il compito di curare immagine ed appuntamenti deve avere, per tempo, coscienza dei fondi a disposizione. I grandi eventi si preparano con largo anticipo e con l’aiuto di professionisti del settore.  Ora se pensate che ottenere il riconoscimento come capitale della cultura italiana, obiettivo a cui mira ad esempio Giorgio Massari e compagni, da diritto ad un contributo di un milione di euro per gli eventi diventano ben poca cosa se si paragonano ai soldi che la città di Ragusa ha speso nel passato ogni anno tra estate e natale. Insomma con una programmazione intelligente e con una minima parte dei soldi della tassa di soggiorno, di Ibla, delle royalties,  potevamo diventare capitale mediterranea della cultura. E a noi non mancano i talenti, le intelligenze e la capacità organizzativa. Speriamo che chi verrà dopo Piccitto sappia investire in questo settore.

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