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La follia del Joker, il cosplay salva-identità

La follia del Joker, il cosplay salva-identità
maggio 11
18:41 2017

Con l’Arcadia Comics&Games alle porte, notiamo come la gente reagisca in maniera diametralmente opposta all’approssimarsi di eventi tanto bizzarri, colorati e fuori dalla normalità come i comincon: diffidenza (di chi non è disposto ad accettare che adulti di età diverse si prestino alle carnevalate) ed entusiasmo (di chi invece non aspetta altro che mettere in scena la propria idea di cosplay).

Nel mezzo c’è sempre un bacino di tutto rispetto di persone semplicemente curiose, che assistono all’evento con un mix di divertimento e imbarazzo, ma che evidentemente non vuole perdersi la festa; solitamente si tratta di quelle persone attratte dal fenomeno cosplay, ma non abbastanza da equipaggiarsi per l’occasione.

A questo genere di persone è dedicato quest’articolo: cerchiamo di capire insieme qualcosa di meno superficiale sul fenomeno dei cosplay.

Il cosplay e la narrazione del sé

Cominciamo dalle basi: il termine cosplay è stato coniato in Giappone (e dove, altrimenti?!?) già negli anni ’70, attraverso l’unione delle parole inglesi costume e play: un cosplayer è quindi per definizione una persona che almeno per un giorno vuole poter “giocare” nei panni di un personaggio fittizio. Fin qui è facile.

Ma dalle sue origini giapponesi ad oggi, il cosplay ha guadagnato una popolarità inimmaginabile, espandendosi in maniera tale da toccare tutti i continenti, con manifestazioni a volte enormi, capaci di attirare migliaia di persone… Perché tutto questo successo? Sono stati in tanti ad affrontare questa domanda, tanto che il cosplay è ormai diventato, con diritto, oggetto di studi sociologici (come quello condotto dal Centro Studi di Etnografia Digitale nel 2011, da cui riprenderemo alcuni concetti).

Volendo cercare di rispondere brevemente, il cosplay non è solo un mezzo che permetta di evadere dagli schemi rigidi che ci riserva la vita quotidiana, mettendo un silenziatore alla nostra personalità, intrappolata dalla routine (tesi questa sposata dalla maggior parte degli osservatori generalmente informati); semmai, l’idea è quella di accrescere la propria identità.

Tale crescita viene da diversi fattori: abbiamo voluto isolarne almeno tre.

Il personaggio

Innanzitutto, un cosplay è un personaggio scelto nel vasto universo dell’immaginazione; ciononostante, a volte il mondo immaginario sembra molto più reale di quanto forse siamo disposti ad ammettere: i personaggi sono esposti al pubblico con le loro virtù e tutti i loro vizi, e il cosplayer dovrà accettare di sposare in toto (o quasi del tutto) l’ampia gamma di virtù positive e negative legate all’eroe o l’antieroe scelto per la propria rappresentazione. In altre parole, la scelta di un personaggio può anche essere lo specchio di una parte della nostra personalità che vuole venire fuori, con i suoi vizi, i suoi pregi, le sue aspirazioni e le sue ambizioni.

Artigianato del cosplay?

In realtà, non dovrà sembrare assurdo. È vero, sono in molti a preordinare i propri cosplay ad altri artisti dalle mani capaci; tuttavia, non mancano i cos-maker che sono fieri di indossare i propri lavori ed esibirli, avendoli prima pensati proprio per adeguarli alla propria pelle: viene fuori così la componente artistica del cosplayer, che con orgoglio si presenta alla grande manifestazione (e al grande pubblico) con la soddisfazione di chi è riuscito a preparare un prodotto di qualità, apprezzato dai propri pari.

La personalizzazione

Possono una persona reale ed un personaggio fittizio fondersi in un’unica identità? Solo in parte, ovviamente. Benché tanti cosplayer sposino in toto lo stile e il design del personaggio da loro scelto, preferendo quindi ignorare le differenze normali che esistano rispetto alla propria personalità, ve ne sono tanti altri che non rinunciano ad esprimersi con maggiore prepotenza all’interno del cosplay: in questa maniera, cambi di colore, dettagli essenziali aggiunti o eliminati volutamente dal cos-maker, diventano un segnale importante di stile. Anche questa è una manifestazione artistica che attiva l’orgoglio del cosplayer, alimentandone l’ego.

In altre parole, nel mondo pittoresco dei travestimenti sgargianti, degli accessori accattivanti e del gioco di ruolo, esiste qualcosa di più profondo, e più interessante. Un mondo che si può scoprire solo mettendosi letteralmente nei panni di qualcun altro.

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