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Inclusione persone sorde. Il Tar dà ragione al Comune di Ragusa contro la Medi Care

Inclusione persone sorde. Il Tar dà ragione al Comune di Ragusa contro la Medi Care
marzo 17
13:33 2015

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia di Catania, con sentenza n.708/2015, ha respinto il ricorso proposto dalla Cooperativa sociale Medi Care a r.l. avverso l‘aggiudicazione definitiva (e di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali) relativamente al servizio di “Segretariato sociale per l’inclusione delle persone sorde” disposta con determinazione dirigenziale dal settore “Appalti e contratti” del Comune di Ragusa in favore dell’Ente Nazionale Sordi. Il Tribunale amministrativo ha respinto tutti i motivi di ricorso proposti dalla ricorrente accogliendo in pieno le difese della stazione appaltante svolte dall’avvocatura comunale. Il servizio di Segretariato, che rientra nell’ambito delle attività coordinate dal settore VIII, “Servizi sociali e pubblica istruzione”, mira a costruire l’inclusione sociale delle persone sorde strutturando una rete intorno alla persona con la collaborazione degli enti locali e costruendo un progetto individuale di vita ai sensi dell’art.14 della L.328/2000. Il rigetto del ricorso da parte del Tribunale amministrativo regionale consentirà, a breve, di poter affidare il servizio all’aggiudicatario.
Tra i principali obiettivi che si prefigge detto servizio rientrano:
– Fornire un Servizio di Segretariato Sociale al fine di supportare la persona sorda e la famiglia nell’accesso ai servizi, nell’esercizio dei propri diritti e dei propri doveri;
-Fornire un Servizio di Interpretariato su richiesta delle persone sorde e delle loro famiglie rispondendo ai loro bisogni comunicativi;

-Sostenere le famiglie fornendo loro le informazioni necessarie e gli strumenti per comunicare con i loro figli promuovendo la permanenza nel nucleo familiare attraverso un appropriata consulenza mirata a costruire competenze sociali e linguistiche in interfaccia con le strutture sanitarie;

-Evitare il ricorso improprio a strutture residenziali o protette.

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