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Il Natale dei Ragusani

Il Natale dei Ragusani
dicembre 26
23:56 2013

alberp modernoIl Natale dei ragusani in una parola? Un disastro”. Parola di Mario Chiavola, presidente dell’associazione “Ragusa in movimento” che traccia un breve bilancio di cosa abbiano significato, finora, le manifestazioni del Natale barocco, costate ben 90mila euro, a meno di ulteriori sorprese, alle casse di palazzo dell’Aquila, senza che ci sia stato un ritorno degno di nota. “E se a ciò si aggiunge – continua Chiavola – la situazione disastrosa dovuta alle tasse locali, parlo di Imu e Tares, ci si rende conto di come tutti i risparmi che erano stati accantonati dai ragusani per potere trascorrere le feste con un minimo di serenità, siano serviti per coprire, quando è andata bene, gli esborsi per il fisco, con decisioni assolutamente opinabili da parte dell’Amministrazione comunale. Senza dimenticare che, a gennaio, ci sarà  la stangata legata all’aumento del canone orario delle strisce blu, un altro ritocco verso l’alto di cui non si sentiva affatto il bisogno e che andrà ad incidere, in maniera diretta, sulle tasche dei cittadini. Avevamo dato un minimo di fiducia a questa Amministrazione, formata da giovani e in netta discontinuità rispetto al passato. Ma finora si è rivelata una cocente delusione. E neppure ci si può appellare al fatto che si tratti di gente senza esperienza. Perché quando uno non sa fare una cosa, si rivolge a chi è più pratico, a chi conosce di più, per chiedere consigli e suggerimenti su come muoversi. E loro neppure questo hanno saputo fare, atteggiamento che rivela una certa presupponenza. E, del resto, le affermazioni che stiamo facendo sono corroborate dal fatto che pezzi della maggioranza che un tempo li sostenevano, come ad esempio il movimento Città, proprio per questa ragione, la circostanza, cioè, che non ritengono necessario confrontarsi con chicchessia, stanno prendendo le distanze dal sindaco Piccitto e dalla sua Amministrazione. Ma è davvero così difficile trovare la quadratura del cerchio? E’ davvero così complicato rendersi conto che i ragusani non possono sopportare oltre qualsiasi balzello diretto o indiretto senza sprofondare? E poi a cosa serve tutto ciò se le casse del Comune, come sembra, non se la passano tanto male? Diciamo che non si naviga nell’oro, è ovvio, ma non siamo di certo in bolletta costante. E, a proposito di bollette, perché non si parla più dei famigerati dieci milioni di euro relativi a bollette non pagate? Non voglio difendere nessuno ma è fin troppo evidente che non si può menare il can per l’aia, utilizzare come pretesto famigerati ammanchi e prendersela poi con le tasche dei ragusani. E’ un modo di fare che, a mio giudizio, non porta da nessuna parte e che invece serve solo a creare ulteriori tensioni di cui, in questa fase così delicata, non si sente davvero il bisogno”.

 

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