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Il decreto sicurezza secondo la CGIL

Il decreto sicurezza secondo la CGIL
Gennaio 05
10:37 2019

La scelta di alcuni Sindaci  di sospendere il Decreto Sicurezza Salvini apre la possibilità di intervenire attraverso misure mirate che mitigherebbero alcuni effetti devastanti  di questa legge sbagliata le cui conseguenze saranno quelle di gravi violazioni dei diritti umani e l’ingovernabilità di alcuni aspetti per i Comuni.

La scelta fatta dai sindaci di Palermo, Napoli, Bologna, Parma e di altre città nasce non tanto da una logica di “disobbedienza civile”, come già qualcuno ha dichiarato contro la norma,  bensì da una obbedienza alla Costituzione Italiana. L’iniziativa dei Sindaci tende a sterilizzare alcuni effetti devastanti del Decreto Sicurezza come conseguenze di alcune previsioni  della norma, ad esempio, la mancata possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe.

A causa della  mancata iscrizione all’anagrafe per molti richiedenti asilo verranno meno alcuni diritti fondamentali a partire dalla iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.

Ciò determina  una condizione di continua estraneità alla comunità, a qualsiasi percorso di integrazione e la netta violazioni di alcuni diritti fondamentali.  Altro punto riguarda il mantenimento del sistema Sprar  che rappresenta  un’ esperienza valida di accoglienza ed integrazione,  a differenza di quanto vuole fare il governo attraverso l’ apertura di nuovi centri affollati dove nessuna attività, a partire dall’insegnamento della lingua, viene prevista per costruire reali percorsi di inclusione  e cittadinanza.

Nel nostro territorio il rischio primario è quello di incrementare le file del lavoro nero e diventare vittima di sfruttamento diretto o attraverso l’intermediazione illecita, cioè il caporalato. Le conseguenze del Decreto Sicurezza Salvini sull’immigrazione saranno quelle di un incremento della presenza di irregolari nel nostro territorio e quindi della sempre maggiore disponibilità di persone senza alcun diritto che ingrosseranno le file del lavoro nero e delle diverse attività irregolari. L’effetto finale sarà una crescita della insicurezza per tutti.

Per questo crediamo che il nostro territorio debba riflettere in maniera attenta su quali effetti queste norme potrebbero innescare,  e a partire dai Sindaci  scegliere di “obbedire” ai valori della nostra Costituzione prevedendo, come sta avvenendo in altre parti del Paese, la possibilità di sospendere alcune norme del Decreto Sicurezza Salvini nell’interesse generale di tutti.

Ciò che prevede il Governo in materia di accoglienza attraverso l’apertura di centri affollati affidati a chiunque possa avere l’interesse secondo un proprio business plan, determinerà di fatto condizioni di difficile integrazione e maggiore conflitto sociale a partire dai quartieri dove si insedieranno queste strutture.

Allo stesso modo la scelta di non riconoscere diritti fondamentali,  come l’accesso ai servizi sociali attraverso l’iscrizione all’anagrafe, determinerà una condizione di fragilità sul piano dei diritti umani ed un incremento della vulnerabilità di queste persone il cui destino non potrà che essere quello di finire nelle mani delle diverse forme di illegalità e criminalità organizzata. Per questo riteniamo sbagliato il Decreto Sicurezza in quanto viola espressamente i diritti umani ed è criminogeno.

Queste persone alle quali non vengono riconosciuti minimi diritti di cittadinanza, potranno essere utilizzate esclusivamente dalle diverse forme di economia illegale.

La Cgil di Ragusa, già impegnata anche a livello nazionale contro le politiche del Governo ed in particolare contro questo Decreto Sicurezza  insieme a Cisl, Uil, Arci, Libera, Avviso Pubblico, Acli, Legambiente,  propone ai Sindaci della provincia Iblea di schierarsi a fianco dei colleghi di Palermo, Napoli e di tante altri Comuni affinché possa affermarsi in questo Paese una diversa idea di gestione e governo di alcuni problemi epocali come l’immigrazione, a partire dal rispetto della centralità della persona umana  dentro un orizzonte che vede tutti impegnati compresa l’Unione Europea per costruire un Europa  spazio comune che si contraddistingue per i valori di civiltà e solidarietà.

E’ ormai chiaro che questo Governo,  soprattutto su alcuni temi, insegue gli slogan in un clima di propaganda elettorale perenne, sottovalutando le gravi  conseguenze  di alcune scelte. In particolare in tema di immigrazione la scelta attuata da tempo è quella di enfatizzare la sensazione di insicurezza dei cittadini, creando paure sulla quali speculare in termini di consensi elettorali.

Il risultato è quello di un Paese sempre meno sicuro, con meno diritti per tutti ed un clima di odio sempre crescente che mina le basi della civile convivenza. Invece c’è urgente bisogno di solidarietà e di unità tra tutti i settori colpiti dalla crisi, a partire dall’unità tra tutti i lavoratori, senza distinzione di nazionalità, religione e cultura. La storia ci insegna che la conquista dei diritti nasce dalle lotte nate sotto il principio dell’uguaglianza e della solidarietà, e mai  dal clima di guerra fra poveri.

 

 

Giuseppe Scifo

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