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Iacono: “Piccitto azzeri la Giunta e riparta da qui, la città va governata”

Iacono: “Piccitto azzeri la Giunta e riparta da qui, la città va governata”
luglio 01
14:29 2016

“Piccitto prenda atto. Prenda atto. Prenda atto, della situazione in cui versa la sua Amministrazione!”. Così Giovanni Iacono ha chiuso la conferenza stampa indetta per spiegare cosa è accaduto in Aula, pochi giorni fa, in occasione della bocciatura della variante dell’art. 48 del PRG. A differenza di tutte le altre formazioni politiche, il suo “prenda atto” ha tutto un altro significato ossia non prenda atto e si dimetta, ma azzeri la Giunta e si sieda ad un tavolo delle trattative, magari anche con Partecipiamo, ma a condizioni nuove.
“La Città deve essere governata – dichiara – ma non così”. La proposta di Iacono alla fin fine non è poi così peregrina, anzi. Un suo possibile ingresso in Giunta, conseguenzialmente all’azzeramento della stessa, potrebbe, in un sol colpo, risolvere tanti problemi in seno alla maggioranza e quindi tra la maggioranza e l’Amministrazione.

Iacono, accompagnato dall’avvocato Cesare Borrometi e da Maria Giovanna Bentivoglio, inizia la conferenza dagli ultimi minuti del fatidico Consiglio comunale, quando, dopo la bocciatura del subemendamento e dell’emendamento, Tringali dichiarò testualmente: “In questo modo vengono a mancare le condizioni di legittimità dell’atto”, una dichiarazione poi subito corretta dall’assessore Corallo che, addolcendo la formula, dichiarò: “Viene meno il parere legale, la regolarità dell’atto, perciò lo ritiriamo”. Questa è la prova, spiega il leader di Partecipiamo, che l’atto portato in Consiglio era impresentabile e a nulla valgono le dichiarazioni del sindaco che continua a parlare del fatto che un Comune non può licenziare atti illegittimi, sono i suoi stessi uomini che lo hanno definito tale. Propaganda, il sindaco fa solo propaganda, ma in fondo la propaganda ha viziato tutta questa vicenda. L’atto era solo frutto di una volontà propagandistica: “Non so a chi era rivolto, ma è chiaro – dichiara Iacono – che quell’atto era un chiaro messaggio che Piccitto ha inviato ai suoi vertici”. Il riferimento è a Di Maio, naturalmente, e alla questione delle trivellazioni. Vero e proprio spot elettorale, visto che il Comune ha un margine di movimento veramente minimo, ingabbiato com’è tra leggi regionali e nazionali. L’atto era sbagliato e di ciò tutti ne erano coscienti, non si spiegherebbe in altro modo – spiega – i vari emendamenti correttivi presentati dall’assessore Corallo e dalla Giunta.

“Tutto altro discorso – prosegue Iacono – va fatto per la questione delle trivelle. Una materia complessa, regolata da norme per nulla chiare, che danno luogo a diverse interpretazione tra loro contrastanti. Non siamo riusciti, infatti, a capire dove è possibile trivellare e dove no con assoluta certezza. Tutti, e quando parlo di tutti mi riferisco proprio a tutti (all’Amministrazione, al dirigente competente e alle varie anime dei consiglieri) non siamo riusciti a concordare su nulla. Nonostante ciò l’Amministrazione pretendeva che l’Aula discutesse, alle 3 e mezza del mattino, il regolamento sulle trivellazioni. Infine, cosa c’entrava l’atto che avrebbe dovuto limitare il consumo del territorio con le trivellazioni? Ancora una volta, propaganda”.

“Ho un sospetto – continua Iacono – ma Piccitto aveva realmente intenzione di approvare quest’atto? Perché se fosse stato così, non capisco la sua ostinazione nel presentare un atto così confuso, che abbisognava di numerosi emendamenti per non esser considerato illegittimo. Ma ancora, perché legarlo con la questione delle trivelle? Nonostante tutti glielo avevamo sconsigliato, non solo ma tutto ciò, cosa non proprio da sottovalutare, senza una maggioranza, erano appena in otto”.

In chiusura, Iacono qualche sassolino se lo toglie, facendo riferimento ad alcune dichiarazioni del sindaco fatte in conferenza stampa. “Piccitto si lamenta del fatto che nessuno gli ha votato l’atto, io – conclude Iacono – mi preoccuperei del perché i suoi consiglieri disertano l’Aula, mettendolo sistematicamente in minoranza accampando, inoltre, sempre scuse risibili. Piccitto dovrebbe fare un bagno di umiltà ed ammettere che le interlocuzioni le ha avute con tutti e tutti gli avevano sconsigliato di mischiare i due temi, ma lui ha deciso di andare dritto per la sua strada. Queste sono le conseguenze”.

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