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I dirigenti “abbagliano” la Federico

I dirigenti “abbagliano” la Federico
settembre 09
20:19 2014

E’ encomiabile l’opera di giustificazionismo messa in atto quotidianamente dalla consigliera comunale Zaara Federico. Una difesa a spada tratta, veemente e focosa, peccato però, che cotanta energica attività, spesso le fa commettere qualche strafalcione, l’ultimo esempio, in ordine di tempo, è il caso della retribuzione dei dirigenti comunali.
Senza mai nominare il suo interlocutore, Sonia Migliore, la Federico, ieri, durante la seduta del Consiglio comunale, ha iniziato il suo intervento così: “Oggi finalmente viene a galla la verità sulla retribuzione e sull’assunzione dei dirigenti … ma questa non è la verità di una parte della migliore opposizione, che da un anno cerca di denigrare l’operato dell’Amministrazione”. Il riferimento alle dichiarazioni della Migliore è evidente, anche perché la Federico utilizza le stesse espressioni della sua collega, come, ad esempio “Oggi finalmente la verità viene a galla”.
Ma qual è l’oggetto del contendere? Le retribuzioni dei dirigenti, che in base ad una nota dei 5 Stelle, dello scorso gennaio, dovevano costare alle casse comunali “solo” 54 mila euro annui, che è, si legge nella nota, il minimo contrattuale, contro i 100 mila euro ipotizzati dalla Migliore. Sbagliavano tutti, infatti i contratti, che fa il Comune ai suoi dirigenti, sono di 119 mila euro (stipendio tabellare + I.V.C. + retribuzione di posizione + tredicesima mensilità + o.r.) a questa somma vanno aggiunti i compensi per il raggiungimento degli obiettivi; per avere un’idea, certi dirigenti del Comune, sfiorano pure i 200 mila euro annui.
Inoltre la Federico, che non cita la Migliore per eleganza o per paura o chissà per quale altro motivo, prosegue e con la solita ironia, parlando della “migliore opposizione”, specifica: “Ogni dirigente verrà retribuito secondo la posizione e secondo i risultati”. Verrebbe da complimentarsi con la consigliera pentastellata, perché ha finalmente scoperto come si è sempre calcolata la retribuzione dei quadri dell’Ente, ma non lo possiamo fare, in fondo presenta un fatto assodato come un risultato di questa Amministrazione. Non solo, la consigliera commette un errore metodologico ossia fa riferimento alla “retribuzione di posizione” come se fosse una voce fissa dello stipendio, nulla di più falso. Infatti un’Amministrazione pubblica, se vuole, può ridurla e forse sarebbe stato il caso, visto che c’è una normativa che obbliga le amministrazioni a ridurre i costi per il personale, visto che siamo in un’epoca di ristrettezze economiche, di spending review, visto che l’Amministrazione Piccitto ha ben deciso di aumentare le tasse, in un solo anno, di 11 milioni e 500 mila euro ai suoi poveri cittadini.
Ma la Federico non è nuova a questi voli pindarici e così, abbacinata, chissà poi da cosa, fraintende ancora una volta, di sicuro in buona fede.

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