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I commenti sulla tragedia di Vittoria

maggio 14
20:31 2013

polizia ragusa
“Quando ci si dà fuoco per salvare la casa messa all’asta si è toccato il fondo. Non c’è più tempo da perdere. La disperazione rischia di prendere il sopravvento sulla ragione”. Questa l’amara considerazione che arriva dal presidente della Cna territoriale di Vittoria, Giuseppe Santocono, e dal responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio, dopo i gravi fatti di oggi in città. “Lo abbiamo detto più volte in questi mesi – continuano i due – certe procedure, molto spesso non rispettose della dignità umana, poste in essere dagli enti preposti, hanno ormai avviato una spirale fatta di rabbia e disperazione. Dire che avevamo ragione è tanto consolatorio quanto inutile.

C’è una crisi forte nel nostro territorio ma fino ad oggi abbiamo fatto finta di non vederla. Nel frattempo, in silenzio, abbiamo cambiato speranze, consumi e redditi modificando lentamente la nostra vita e le nostre condizioni. Oggi dopo questa doccia fredda, forse, abbiamo capito che tutto è cambiato, che è in atto il declino economico ma anche il decadimento morale del nostro territorio. Le incertezze economiche hanno reso insignificante la vita, la propria, quella dei propri cari e quella del prossimo. La manifestazione che come organizzazione abbiamo indetto per il  24 maggio assume, purtroppo, un significato ancora più amaro. La politica dovrà ascoltare, non potrà sfilare. Non serve più capire chi è in difficoltà, di consolazione le imprese ne hanno ricevuta tanta. Servono misure concrete per cambiare e superare le difficoltà”.La tragedia consumata in via Brescia crea sgomento e tanta tanta tristezza nella popolazione vittoriese e nel mondo delle istituzioni.

Cospargersi di benzina e darsi fuoco. Intervengono per salvarlo e vengono coinvolti ustionandosi moglie, figlia e un agente di polizia. Non ci sono parole. Non se ne trovano in queste circostanze. Questi episodi suscitano sconvolgimenti incredibili a dir poco spiegabili in quattro righe. Ci sono dietro realtà complesse, drammi esistenziali segnati da un velo di dignità anche se quest’ultima spesso viene calpestata.

Partono innumerevoli messaggi di solidarietà  per unirsi al dolore di questa famiglia disperata. Il contributo del consigliere comunale Giovanni Lombardo: “A nome del Movimento Territorio di Vittoria, esprimo la mia solidarietà alla famiglia Guarascio  per il grave gesto compiuto dal signor Giovanni e che ha visto coinvolti la moglie, signora Giorgia Famà, la figlia e un agente di polizia. Troppo spesso, negli ultimi mesi, le cronache hanno riportato, e continuano ancora oggi a riportare, la notizia di questi gesti compiuti, da uomini disperati che non riescono più, a causa della grave crisi economica che attanaglia il Paese, nonché a causa di un sistema di credito e della riscossione spesso poco attento alle esigenze e alle difficoltà degli uomini in carne e ossa, a far fronte come in passato, ai propri obblighi, fatto questo che finisce per far perdere a queste persone  la fiducia in loro stessi e nella vita. Ritegno che la politica, le istituzioni e la società tutta, non possano più continuare ad ignorare o a far passare sotto silenzio, questi gesti compiuti dai singoli uomini che tuttavia evidenziano un malessere ormai diffuso della società italiana. Con la speranza che il signor Guarascio, e tutti gli altri soggetti che hanno riportato danni alla persona nella vicenda, possano al più presto rimettersi dalle ferite riportate, rivolgo un appello a tutte le forze politiche e sociali della Città affinché questi fatti  non si verifichino più nel nostro territorio e nel Paese”.

Un appello accorato quello di Peppe Nicastro sempre del Movimento Territorio: “Un grido di dolore, esasperante che inchioda il cittadino a una condanna spietata, questo era l’appello che feci il 4 febbraio scorso sulla stampa a favore dei diritti di ogni imprenditore e di ogni padre di famiglia affinché vengano tutelati. Gli esponenti politici attualmente eletti in questa regione devono essere assolutamente motivati a spingersi a favore dei diritti della famiglia e dei lavoratori proponendo dei metodi di eliminazione di riscossione le cui norme sono di carattere nazionale. Viviamo in un sistema di riscossione che è pesante come un incombente macigno sulla testa di moltissimi retribuenti. L’ex Serit rappresenta un dramma esistenziale di moltissime famiglie italiane. Ci stavamo muovendo su questa direzione e un esempio è l’organizzazione della manifestazione del 24 c.m. che, a mio avviso, rappresenta e deve rappresentare il grido alla battaglia contro la finanza speculativa. Faccio appello a tutti i giovani affinché partecipino alla manifestazione coinvolgendo anche gli studenti e tutte le scolaresche di Vittoria per far sentire tutti insieme un solo grido, il grido alla battaglia contro le vessazioni speculative. C’è chi si arricchisce sulle spalle della gente disperata. Non posso fare a meno pertanto, di esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla sofferenza di queste persone. Viviamo in una società in cui vengono meno valori come il rispetto ma sopravvengono gli interessi economici dei potenti protetti da agenzie di riscossione che dissanguano”.

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