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Exit Poll: indagato anche Giovanni Moscato che domani terrà conferenza stampa

Exit Poll: indagato anche Giovanni Moscato che domani terrà conferenza stampa
settembre 21
15:30 2017

Il sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, sarebbe tra gli indagati dell’inchiesta Exit Poll della Procura di Catania per corruzione elettorale. Oggi, nell’ambito della stessa indagine, le Fiamme Gialle hanno eseguito sei ordinanze di custodia agli arresti domiciliari nei confronti dell’ex sindaco di Vittoria  Giuseppe Nicosia, del fratello Fabio (attuale consigliere comunale), Giombattista Puccio, Venerando Lauretta, Raffaele Di Pietro e Raffaele Giunta che avrebbero svolto un ruolo di intermediazione attiva nell’accordo criminale stretto tra politica e mafia.

Il primo cittadino, per il quale non è prevista misura cautelare, sarebbe indagato per corruzione elettorale. Moscato, 40 anni, avvocato, con la sua elezione nel giugno 2016, a capo di liste civiche ed esponente del centrodestra, aveva fatto segnare una svolta storica a Vittoria, un comune che per 70 anni e’ stato retto da un esponente della sinistra. Secondo gli inquirenti, l’ex sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello consigliere Fabio, tra i sei arrestati di oggi per scambio elettorale politico-mafioso, nel turno di ballottaggio si sarebbero schierati per Moscato.

Nel frattempo, Giovanni Moscato ha convocato per domani, alle ore 11, nella Sala degli Specchi di Palazzo Iacono, una conferenza stampa “al fine di fare chiarezza sulla propria posizione in riferimento ai fatti giudiziari” di oggi.

Il procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro ha dichiarato: “Abbiamo potuto registrare che nel corso delle elezioni del 2016 vi sono stati fortissimi condizionamenti da parte di gruppi mafiosi della stidda. Tutto parte da collaboratori di giustizia che ci parlano di condizionamenti nelle elezioni amministrative, politiche e regionali che risalgono al 2006. Sostanzialmente già dal 2006 si era aperta un’autostrada, un percorso molto agevole molto pervio, nel quale politici senza scrupoli e mafiosi concordavano tra di loro vantaggi”.
“E purtroppo indirettamente – ha continuato Zuccaro – in queste cose vengono coinvolti anche comuni cittadini che sono soltanto alla ricerca della stabilizzazione del proprio posto di lavoro: un meccanismo pervasivo che inquina la società civile”. “Sono dei politici – ha concluso – che cercano il vantaggio, l’accordo dei mafiosi perché la mafia con il suo potere di intimidazione garantisce che l’accordo verrò rispettato. A sua volta gli imprenditori mafiosi ne traggono un vantaggio immediato”.
Sugli altri indagati, invece, lo stesso Zuccaro ha detto: “”Nei confronti delle persone che non sono colpite da ordinanza manca il vaglio del giudice. E’ fondamentale perché vi sia da parte nostra una esternazione ed una puntualizzazione di quelle che sono le condotte illecite. Qui abbiamo delle ipotesi accusatorie su cui non ci possiamo soffermare e ci sono altri indagati di cui non vogliamo parlare”.

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