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E’ tutto sbagliato: protesta dei presidenti delle province siciliane

febbraio 22
18:30 2013

bono avantiIl presidente della Provincia regionale di Siracusa On Nicola Bono insieme al presidente della Provincia Regionale di Palermo Giovanni Avanti, a nome dell’Urps, hanno inviato un particolareggiato documento al presidente della Regione Siciliana e al responsabile  del Dipartimento della Programmazione Regionale, in cui criticano la proposta di rimodulazione dei fondi POFESR 2007-13 ed allo stesso tempo invitano il presidente Crocetta a non ricadere negli stessi errori che hanno portato i governi regionali degli ultimi vent’anni all’evidente incapacità di spendere i fondi europei. I due presidenti hanno chiesto altresì la convocazione urgente del Comitato di Sorveglianza del PO FESR 2007 – 2013, ritenendo, a causa dell’ennesima débacle annunciata, del tutto inadeguata la formulazione di osservazioni attraverso la procedura scritta, e quindi non più rinviabile il confronto sulla complessa problematica relativa al corretto utilizzo delle risorse europee, per l’attuazione di efficaci ed efficienti politiche di coesione.

“La principale causa di inefficienza certamente è la mancanza di continuità nell’assetto della governance regionale – hanno esordito nella nota Bono e Avanti-, che ha reso quasi del tutto inefficace l’attività della Regione stessa. E’ inutile e fuorviante che la Regione Siciliana cerchi affannosamente di trovare ad ogni costo altre cause esterne, la debolezza degli enti attuatori, il patto di stabilità, la crisi internazionale, l’avvento della fase recessiva ecc…, per giustificare il fallimento nell’utilizzazione dei fondi europei, sia in termini finanziari (l’avanzamento finanziario del POR al 31 dicembre 2012 è pari al 18,77%), che procedurali, imputabili principalmente a se stessa, ed alla mancanza di una visione progettuale, accompagnata da una programmazione seria, che consentano quell’inversione di rotta che da decenni ci si attende. La sintesi del nuovo Piano è fortemente deludente, atteso che consiste nella presa d’atto della riduzione complessiva della dotazione del programma di ben 1 miliardo e 700 milioni di euro in meno, passando così da 6 miliardi e 39 milioni, stanziati inizialmente per la Sicilia, all’attuale dotazione di 4 miliardi e 359 milioni circa. Riduzione tutta determinata dalle “criticità attuative”, e cioè dall’incapacità dei responsabili di produrre politiche efficaci di utilizzo delle risorse disponibili. Anche l’adesione al PAC (Piano di Azione e Coesione) appare più una resa della Regione, per la dimostrata incapacità di spendere, che una sana visione di utilizzo corretto delle risorse a disposizione”.

I due presidenti hanno quindi compiuto una disamina della decurtazione delle risorse finanziarie del PO FESR, pari a circa 1,68 miliardi di euro, analizzando nel dettaglio la rimodulazione di ogni asse di finanziamento del PO FESR 2007-2013, ed eccependo l’evidente destinazione di risorse per il sostegno di attività carenti di visioni ed azioni strategiche, capaci di cambiare strutturalmente il tessuto economico e produttivo dell’Isola. “Inoltre – hanno continuato Bono  e Avanti -, appare ingiustificata la decisione di appostare circa 202 milioni di euro per le politiche sociali all’interno della già citata “Manovra anticiclica – Piano di Azione-Coesione – Strumenti diretti per impresa e lavoro” a gestione nazionale, poiché impoverisce la dotazione di comparti strategici e, del PO FESR, attuata in questi termini, andrà a provocare enormi danni a settori come l’energia, l’ambiente, il turismo ed i beni culturali che, per vocazione naturale del nostro territorio e con un’adeguata governance ed attuazione dei Programmi Comunitari, potrebbero e dovrebbero rappresentare il volano della nostra economia.

“Nella qualità di componenti del CdS, nel rilevare l’esigenza dell’istituzione di una commissione d’inchiesta per l’accertamento delle responsabilità sul mancato e inefficiente utilizzo dei fondi PO FESR 2007 – 2013 – hanno  concluso Bono e Avanti – e sulla rimodulazione proposta, esprimiamo il nostro dissenso sulla stessa, chiedendo altresì di rivedere l’intera strategia, in particolare in direzione del recupero delle risorse in favore degli assi 2 – 3, nonché dei 202 milioni di euro al momento destinati a non meglio specificate politiche sociali, per i quali potrebbero essere utilizzati altri fondi UE più specifici, mantenendone invece la dotazione per finanziare azioni ricadenti nel campo di applicazione del FESR, finalizzate alla promozione dell’auspicato salto di qualità nel creare occupazione e sviluppo stabili e duraturi”.

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