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Come schiavi, sono costretti a vivere dentro le loro serre

Come schiavi, sono costretti a vivere dentro le loro serre
Ottobre 07
10:12 2014

Riceviamo e pubblichiamo.

“Un popolo umiliato, le famiglie nel disagio, la schiavitù è questa”. Inizia così la nota del consigliere comunale di Vittoria, Francesco Aiello, sulla triste condizione in cui molti agricoltori sono costretti a vivere nelle nostre campagne.

“Quello che sta accadendo nelle nostre campagne sfugge alle annotazioni dei cronisti e della politica salottiera, ma rappresenta veramente la realtà di una popolazione abbandonata al caos e alla insicurezza che regnano sovrani.
Centinaia, forse migliaia di lavoratori e di serricoltori, dopo una giornata di duro lavoro, sono costretti a vegliare dentro le loro serre. Dormono persino dentro le serre, proteggendosi alla meglio con asce e bastoni, chi non ha un’arma autorizzata per proteggersi.
Dormono in campagna, con gli occhi aperti, per difendere quel poco di bene che sono le piantine, appena seminate, o la plastica, appena comprata.
So di contadini settantenni che hanno postato una branda dentro la serra.
Un intero popolo che difende la propria fatica; e ciò è umiliante e fa schifo perché vuol dire che la legalità, per loro, non è solo uno slogan ma è la paura degli assalti di ladri e grassatori.
E poi, quando il prodotto sarà maturo, guai se i prezzi salgono, perché allora dovranno fare altrettanto per proteggere il frutto del loro lavoro.
La politica è assente, lontana. Ma le sofferenze sono ormai insostenibili.
Lo Stato, dove è lo Stato? Non sono forse anche loro cittadini che pagano le tasse, questi che dormono, a 70 anni, dentro le serre, per proteggere dai ladri piantine e plastica, per resistere alle trombe d’aria e ai furfanti che li assediano?
Non è un problema che possa essere ribaltato sulle Forze dell’Ordine: molti sono in servizio, giustamente, per salvare dai naufragi i poveri immigrati, e quei pochi che ci sono in servizio nel territorio fanno il loro dovere dignitosamente e anzi piangono con i contadini la desolazione dell’abbandono.
Loro fanno il possibile, ma sono insufficienti, poche unità: il problema è nascosto nelle sedi istituzionali si fa finta di niente.
E ciò è intollerabile.
Chiedo la convocazione del Comitato per l’ordine pubblico, aperto ai Capi gruppo consiliari sul tema della sicurezza nelle campagne, sull’emergenza di queste livide notti insonni, passate nel presagio di assalti e di rapine.
Chiedo la convocazione urgente del Consiglio comunale.
E’ questa una specie di schiavitù che ci umilia perché è la resa di fronte alla criminalità a cui hanno ridotto questo territorio.
Ai giovani rivolgiamo questo appello: difendete la Vostra città, difendete i vostri affetti, i vostri genitori, il vostro futuro.
Schieratevi, prendete parte, lottate per cacciare questo male oscuro che travolge la vita e il lavoro delle vostre famiglie, delle nostre famiglie”.

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