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Cava dei Modicani non può chiudere. La Cgil chiede l’intervento del Prefetto

Cava dei Modicani non può chiudere. La Cgil chiede l’intervento del Prefetto
marzo 26
16:57 2014

La Cgil di Ragusa ha chiesto al Prefetto di Ragusa, Vardè, la convocazione urgente di una conferenza di servizio, con la presenza delle parti in causa, (la Ditta Costanzo costruzioni srl, i commissari della SRR di Ragusa, il collegio dei liquidatori dell’ATO – Ambiente – Ragusa, il commissario della provincia regionale di Ragusa, al Sindaco e all’ assessore all’ambiente di Ragusa, Chiaramonte Gulfi – Monterosso Almo e Giarratana).
per affrontare la grave crisi gestionale che caratterizza la discarica sub comprensoriale di Ragusa.
La ditta Costanzo costruzioni, che attualmente gestisce la discarica sub-comprensoriale Cava dei Modicani, con nota del 20 marzo 2014, ha comunicato alla F.P. Cgil di Ragusa e a tutti i soggetti interessati la volontà di risolvere anticipatamente il contratto di servizio la cui scadenza naturale è fissata per il 21 ottobre di quest’anno.
La ditta Costanzo Costruzioni ha comunicato, altresì, che non può garantire lo svolgimento delle attività necessarie per la regolare gestione della discarica non escludendo la chiusura totale dell’impianto.
“I motivi che hanno indotto l’Amministratore unico dell’ Impresa a prendere questa difficile e sofferta decisione, dichiara Giovanni Lattuca segretario provinciale della F.P. Cgil, è stata la enorme esposizione finanziaria nei confronti di ATO e SRR (circa 1500,000,00 di euro) e la mancata emissione dei certificati di pagamento mensile che comprova lo svolgimento del servizio così come previsto dal vigente contratto di gestione (art. 9, liquidazione delle competenze).
Si ricorda a chi di dovere, che 3 anni fa, la ICOM di Milano, impresa che ha gestito le discariche di Scicli e di Vittoria, è fallita per gli stessi motivi di cui sopra, lasciando a casa sei lavoratori.
Pertanto, è necessario salvaguardare gli attuali livelli occupazionali – si tratta di undici addetti -, non fare chiudere l’unico impianto della provincia ed evitare il fallimento la ditta Costanzo che fino ad oggi, nonostante le enorme difficoltà, ha sempre garantito gli stipendi ai propri dipendenti”.

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