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Cassì e la partita a scacchi per le amministrative di giugno

Cassì e la partita a scacchi per le amministrative di giugno
Marzo 28
19:24 2018

Se Giovanni Iacono dovesse sciogliere le riserve candidandosi a sindaco, diventerebbero otto i concorrenti di quella che sempre più assume le forme di una riffa, il cui “premio”, naturalmente, sarà la città di Ragusa.

Sonia Migliore, Giorgio Massari, Peppe Calabrese, Maurizio Tumino, Carmelo Ialacqua, Giovanni Iacono, Peppe Cassì e Antonio Tringali. Sicuramente, con un ventaglio così ampio ed eterogeneo di candidati, un primo risultato sarà quello di disperdere i voti con un livellamento al ribasso delle percentuali di preferenza. Sarà un male? Forse no.

Di sicuro la candidatura di Cassì è stata il classico fulmine a ciel sereno, fosse solo per la tempistica con la quale è stata ufficializzata. Sabato scorso, infatti, tutto i livelli provinciali di tutti i partiti di centrodestra si erano riuniti per provare a trovare una sintesi per le prossime amministrative. Come tutti sanno quel tavolo si chiuse con un accordo di massima sulla necessità di fare le primarie lì dove sarebbe stato necessario. Memori delle recenti esperienze elettorali, il centrodestra rimane (almeno così sembrerebbe) fedele alla formula: uniti si vince. In quel tavolo si decisero pure le tempistiche. Sul piano locale gli esponenti del centrodestra ragusano, partiti e movimenti civici, si sarebbero dovuti riunire entro questa settimana, insomma prima di Pasqua, proprio per sottoporre la proposta a tutti e verificare nuovamente se ci fossero i margini per una definitiva sintesi.

La candidatura di Cassì scompagina e scompaginerà le carte in tavola. Innanzitutto mina la fragile trama che qualcuno stava provando a tessere tra le varie anime del centrodestra, in fondo quello è l’elettorato di Cassì, ma non solo. Qualche grattacapo lo creerà pure agli altri competitors, come ad esempio a Tringali, che prima che essere dei 5 Stelle, è stato un uomo di Forza Italia, e continua ad esser vicino, anzi molto vicino, a determinati ambienti della società. Cassì, quanto meno a questo punto della campagna elettorale, sembra incarnare il classico outsider che tutti corteggerebbero per averlo in squadra, ma nessuno lo vorrebbe come avversario.

E’ temibile? Sicuramente sì. Ha chance di vincere? Questo è tutto un altro paio di maniche. Sulle sue effettive possibilità di andare al ballottaggio (questa naturalmente è l’idea di chi scrive, ndr.) nutro seri dubbi e non per le qualità del candidato, persona perbene e molto ben voluta a Ragusa, ma per la ristrettezza dei tempi e anche per la sua connotazione politica. A poco più di due mesi dalle elezioni Cassì deve iniziare una campagna elettorale, costruire un programma credibile e, soprattutto, creare delle liste forti capaci di rosicchiare terreno a soggetti politici che, nel bene o nel male, lavorano per l’appuntamento del 10 giugno da mesi, se non da anni. Tutto è possibile naturalmente. Ma questa non è l’unica difficoltà che attende l’ex cestista. Lui è un uomo di destra e pesca lì, dove cercano voti persone come Maurizio Tumino, Sonia Migliore e Antonio Tringali e forse qualche lista civica. La torta è una e non è infinita.

Un effetto insperato, o forse desiderato, che si potrebbe raggiungere con questa candidatura è quello di indebolire il centrodestra o di ridisegnarne gli equilibri. Un’ipotesi, quest’ultima, piuttosto fantasiosa; molto meno, invece, lo è quella della dispersione dei voti in favore di un’altra formazione politica. Un disegno machiavellico, certo, ideato a tavolino e gettato nell’agone politico, proprio qualche giorno prima del tanto atteso coordinamento cittadino del centrodestra. Perché? Qualcuno ha deciso di alzare la posta? E poi quale sarebbe l’oggetto del contendere?

Nel frattempo, però, per tramite dell’Unione dei Siciliani di Gaetano Armao, Sonia Migliore ha fatto sapere di essere disponibile alle primarie pur non essendo obbligata a rispondere a una proposta di livello provinciale che doveva ancora essere riportata e ragionata nel tavolo locale. A questo punto ci chiediamo: la proposta dei partiti ai movimenti è ancora valida? E Cassì sarebbe disposto a confrontarsi?

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