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Bocciata la variante dell’art. 48. Piccitto ostaggio delle opposizioni e della sua intransigenza

Bocciata la variante dell’art. 48. Piccitto ostaggio delle opposizioni e della sua intransigenza
giugno 29
19:47 2016

La proposta di variante all’art. 48 della Giunta comunale è stata bocciata sonoramente dalle opposizioni. Lo stop delle costruzioni in zona agricola non è un cavallo di battaglia come qualcuno continua a ripetere, ma un preciso punto del programma del Movimento 5 Stelle di Ragusa e di quello nazionale, che questa Amministrazione non è riuscita ad approvare. Questi i fatti.
Il motivo è da tutti risaputo, la maggioranza non è più maggioranza da tempo. Oltre alle vecchie defezioni della Nicita e della Castro, trasmigrate ben presto verso altri movimenti, da qualche tempo a questa parte il buon sindaco Piccitto deve fare i conti oltreché con le fisiologiche assenze, con una certa Sigona ed un certo Dario Gulino. La prima, salita agli onori della cronaca per la sua fede fascista, ormai perfettamente organica alle opposizioni, nonostante continui a vestire la maglia dei grillini, ed il secondo, consigliere dei 5 Stelle, perennemente assente, se non per qualche post al vetriolo su Fb contro l’Amministrazione, pubblicato da chissà quale spiaggia del litorale siculo. Fatti.

Questa l’istantanea dell’Amministrazione Piccitto e di quella che un tempo fu la maggioranza consiliare, sempre lacerata, tra l’altro, da vecchi dissapori. Nel frattempo in città cresce il numero di persone che chiedono le dimissioni di Piccitto, convinti dell’inadeguatezza del sindaco e del suo entourage a svolgere il ruolo che ricoprono. Ma il sindaco, come ha detto oggi in conferenza stampa, non ha alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni. Andrà avanti per la sua strada, senza se e senza ma. Encomiabile e poi? Perché se è questa la linea che vuole seguire, lui con i suoi assessori, possiamo tranquillamente profetizzare che i prossimi due anni saranno costellati da tutta una serie di vittorie eclatanti delle opposizioni, che, di fatto, si sostituiranno alla maggioranza. Così come è avvenuto ieri, così come avverrà in occasione del bilancio tra qualche settimana.
Non tutto è perduto qualcuno potrebbe dire, certo, ma ad un’unica condizione: il sindaco deve cambiare passo, deve cambiare strategia, deve iniziare a fare politica, ma senza puzza sotto il naso. E’ vero, la politica di palazzo non ha nulla a che fare con la politica con la “P” maiuscola, quella, per intenderci, da saggio politologico tutta infarcita di etica e princìpi. Ma in Comune, forse qualcuno ancora non l’ha capito, si fa politica, non si teorizza nulla. La politica, primariamente, significa sporcarsi le mani o meglio scendere a compromessi, se non si capisce questo, se non lo si vuole accettare, non avendo neppure la maggioranza, il fallimento è l’unico risultato che si può raggiungere.

Emblematico il lunghissimo Consiglio comunale svoltosi ieri. Nove ore di civico consesso, intervallato da una miriade di interruzioni, per una volta non per colpa dei 5 Stelle, infatti erano le opposizioni ad essere in “difficoltà” e non perché non sapevano cosa fare, quello era a tutti chiaro, ma era il come farlo. Unico obiettivo? Screditare quanto più possibile l’Amministrazione, metterla in un angolo e dimostrargli chi ad oggi detiene effettivamente il potere in Consiglio comunale.
Adesso, visto che in Aula non sono solo i grillini a portare avanti le istanze ambientaliste, come è stato possibile che l’Amministrazione si sia intestata una battaglia senza provare a costruire, nelle settimane scorse, delle alleanze trasversali con i vari Ialacqua, Massari e Iacono?
E’ vero, le interlocuzioni con Iacono ci sono state, ma quanto affidamento si poteva fare su Iacono visto i trascorsi? Oggi diciamo nessuno, ma a ciò dobbiamo aggiungere, come dire, una postilla più che doverosa. L’impressione che abbiamo avuto da più parti è che l’Amministrazione ha presentato e difeso il suo atto con la sicumera propria di chi detiene la maggioranza, se ciò è vero, per quale motivo un Iacono o un Massari o lo stesso Ialacqua dovevano votare l’atto, facendo, sì un regalo alla città, ma anche e soprattutto un regalo al sindaco?
L’atto andava a beneficio della cittadinanza, ma lo vogliamo ricordare: qui si fa politica!

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