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Ancora sull’apertura del nuovo ospedale: UGL-Sanità provinciale dice la sua

Ancora sull’apertura del nuovo ospedale: UGL-Sanità provinciale dice la sua
giugno 28
14:08 2017

Annunciata, e scontata, telenovela di questo caldissimo inizio estate, l’apertura del nuovo ospedale “Giovanni Paolo II” registra quasi ogni giorno comunicati e dichiarazioni da varie parti. L’ultima arriva da Antonietta Frasca, commissaria provinciale UGL-Sanità che, mentre riconosce avviato il trasferimento nel NOR, il nuovo Ospedale, chiede “per chi? Certo non per i pazienti e i lavoratori della Sanità, chiamati a mettere in atto un trasferimento di tale portata nel periodo estivo, che vede ampliati emergenze e disagi. E che vede il puntuale riemergere per il problema delle ferie dei dipendenti, al solito vengono garantite sulla loro pelle, senza personale aggiunto, sostituzione lper unghe malattie, aspettative, legge 104, congedi parentali e quanto altro. Il disagio è comune anche agli altri ospedali della provincia (Vittoria, Scicli, Modica a Comiso), alle prese con una situazione di emergenza, poiché vi sono dirottati i pazienti e persino i nuovi ricoveri: per i ragusani, assistere i familiari ricoverati fuori sede è quasi un’odissea. L’Ospedale Maggiore di Modica, vero ospedale di frontiera, è al collasso: ogni giorno affronta l’arrivo di centinaia di immigrati che, dopo sbarcati, affollano la struttura mettendo ancora più in crisi l’organizzazione e il lavoro di chi, nonostante le condizioni di lavoro critiche, continua a prodigarsi con abnegazione. Quanto poi al reparto di Malattie Infettive, servirebbero ulteriori posti letto aggiuntivi sulla base della reale capienza della struttura, come era stato garantito dal direttore generale Aricò. Ma nonostante questo difficilissimo contesto, si è avviato il trasferimento: non si sa come andrà a finire, perché i posti letto del nuovo ospedale non garantiscono la copertura dei posti letto già assegnati agli Ospedali ragusani… Perché tanta fretta di trasferirsi, se non vi erano le condizioni adatte e se le autorizzazioni del caso non erano pronte? Come mai nei mesi scorsi il trasferimento non è stato pianificato e programmato per renderlo il più agevole possibile senza creare disagi a pazienti, cittadini e lavoratori sanitari?” Sulla questione interviene anche Gianna Dimartino, reggente provinciale UGL Ragusa, augurandosi che “la direzione generale dell’ASP 7 individui al più presto soluzioni in grado di contrastare il caos venutosi a creare: garantendo almeno i servizi essenziali e dei Pronto Soccorso, il ripristino delle regolari attività sanitarie e di cura e il controllo delle emergenze, anche potenziando l’organico ospedaliero. Però – conclude – purtroppo percepiamo grande confusione e disattenzione verso le esigenze dei cittadini e dei malati, che in queste settimane stanno subendo gravi disagi e spiacevoli disservizi”.

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