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Addio Camera di Commercio di Ragusa.

Addio Camera di Commercio di Ragusa.
agosto 09
12:20 2017

Con il decreto ministeriale  firmato ieri sera a Roma da Calenda si è scritta ufficialmente la parola fine sulla vita della Camera di Commercio di Ragusa.  Sappiamo bene che una ben identificata area politica ed economica si è battuta strenuamente per arrivare a questo risultato ma a chi vi scrive, come anche a tanti altri cittadini iblei, tutto questo sembra un vero e proprio furto d’identità.   Insomma da subito, a meno di ricorsi preannunciati da alcune associazioni di categoria soprattutto siracusane, la storia dell’ente di Piazza Libertà si ferma,  qui dopo anni di soddisfazioni e direi anche successi. Molto hanno fatto le imprese ed il territorio ma il coordinamento è stato spesso essenziale e produttivo. Ora, dopo la convocazione del nuovo  consiglio camerale, quella revocata la scorsa settimana, si procederà all’accorpamento definitivo. A Ragusa, dicono i tecnici, resteranno tutti i servizi per le imprese e, forse, una sezione speciale dedicata all’agricoltura. Tutto qui!!!  Ora non vogliamo fare  dietrologia e neanche gridare al patriottismo ibleo ma  se la sessantesima Camera di Commercio  nazionale, nata dopo l’accorpamento  RG,CT,SR,  sarà quella di Nuoro, facendoci due conti alla buona, potevamo senza dubbio ambire noi a restare da soli. Lo diciamo perchè siamo convinti che per impegno, aziende e produttività Ragusa sembrerebbe più autorevole della piccola realtà sarda.  E allora cosa è mancato? Ve lo diciamo noi:  le  palle!!! Scusate per la parola un po’  forte ma quello che ormai manca del tutto in  questa città, neutralizzata nell’ambizione,  nella prospettiva e nell’orgoglio, è proprio il coraggio. Non abbiamo il coraggio di conservare le  istituzioni, di  realizzare e gestire al meglio le infrastrutture, vedi aeroporto, porto ospedale, autostrade etc,  di crescere  nella cultura, vedi teatro, di avere una politica fattiva e così via.  Insomma  la vicenda Camera di Commercio non è altro che l’ennesima conferma della sudditanza morale e pratica della nostra classe dirigente nei confronti di qualcuno: Catania o Palermo che sia.  Speriamo di non dovercene pentire ancora di più

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