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I risultati di Goletta Verde in Sicilia

I risultati di Goletta Verde in Sicilia
luglio 13
18:58 2017

Premesso che lungo la costa iblea è stato fatto un solo prelievo nella zona di Scicli e le analisi sono risultate entro la norma vi proponiamo il resoconto che Goletta Verde ha presentato oggi a Palermo. Il quadro è davvero triste perchè quest’isola che vuole da tempo vivere di turismo e pensa che basta avere il sole ed il mare per attirare la gente dimenticandosi di servizi e pulizia. bati pensare che su migliaia di chilometri di costa ci sono solo 5 o 6 bandiere blu. Poi il problema dell’inquinamento è davvero ai limiti.

Il deficit depurativo non è sicuramente una novità in Sicilia e la fotografia scattata da Goletta Verde ne mostra in pieno le criticità: lungo le coste siciliane i tecnici di Legambiente hanno monitorato venticinque punti e ben diciassette di questi presentavano cariche batteriche elevate. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Una situazione non più tollerabile che rischia di compromettere una delle maggiori risorse di questa regione.

 

È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste siciliane dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau) è stato presentato questa mattina in conferenza stampa a Palermo da Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia e Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente, alla presenza di Marco Scurti, Sindacato Medici Italiani e rappresentante Assimefac e del Capitano di fregata Fabio Citrolo della Direziona marittima di Palermo.

 

Per l’occasione Legambiente ha presentato anche un reportage fotografico sulla situazione delle coste siciliane realizzato da Anna Paola Montuoro (le foto sono disponibili per i giornalisti a questo link – con cortesia di citare l’autrice e il copyright – http://bit.ly/ReportageSicilia2017).    

 

“Anche quest’anno registriamo dati tutt’altro che positivi lungo le coste siciliane – spiega Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente -. Anche se il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali è nostro dovere evidenziare per l’ennesima volta le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi di questa regione. Un problema, quello della cattiva depurazione che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. A pagare al solito sono i cittadini, perché questi ritardi nell’attuazione della direttiva comunitaria hanno portato già a multe salatissime”.

L’Italia, infatti, è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità.La Sicilia pesa moltissimo in queste procedure di infrazione. Solo considerando la procedura di infrazione del 2014, in questa regione sono coinvolti e sotto accusa ben 171 agglomerati (insieme di comuni con abitanti equivalenti maggiori di 2.000). I 171 agglomerati siciliani rappresentano il 19% di tutti gli agglomerati a livello nazionale coinvolti dalla procedura di infrazione (883 in totale). Gli agglomerati già condannati, invece, sono in totale 54 (un terzo degli agglomerati condannati sommando le due sentenze), tutti con un numero di abitanti equivalenti maggiore a 10.000 che scaricano acque non sufficientemente depurate in aree cosiddette “sensibili”.

 

“La sfida della depurazione doveva rappresentare una priorità per il rilancio ambientale ed economico di questa terra, ma tutti i governi regionali che si sono succeduti hanno evidentemente fallito, visto che non si è stato in grado neanche di spendere i soldi che erano disponibili – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia -. Le segnalazioni che continuano ad arrivarci dai cittadini, molte delle quali non siamo riusciti a verificare direttamente ma abbiamo subito inoltrato alle autorità preposte, dimostrano che la situazione in tante aree dell’isola è diventata insostenibile, con scarichi che finiscono in mare e rischiano di compromettere ulteriormente la già difficile situazione in cui versa la nostra economia. Sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità del mare e delle coste, si gioca una scommessa che la Sicilia deve assolutamente vincere se si vuole garantire un reale futuro ai nostri territori”.

 

Non si può certo dire che i bagnanti vengano poi informati a dovere. Anzi, tutt’altro. La cartellonistica in spiaggia è praticamente inesistente qui in Sicilia, anche se obbligatoria da tre anni per i comuni costieri: rispetto ai 25 punti campionati, i tecnici di Goletta Verde non hanno avvistato nessuno dei cartelli informativi previsti dalla normativa, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara: solo in cinque punti rispetto ai venti dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti, o è stato disposto il divieto temporaneo alla balneazione, sono presenti cartelli per informare i bagnanti. Si tratta di un problema che non va minimamente sottovalutato, perché mette a rischio la stessa salute dei bagnanti. In molti punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, viene spesso registrata la presenza di bagnanti nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso.

 

L’assalto al nostro mare e alle nostre coste, insomma, non si ferma. Lo confermano anche i dati del nuovo dossier Mare Monstrum 2017 di Legambiente sul mare illegale basato sul lavoro delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto: la Sicilia con 2041 infrazioni accertate (il 13% a livello nazionale), 2269 persone denunciate e arrestate e 380 sequestri effettuati si piazza al secondo posto nella classifica italiana del mare illegale, dietro soltanto alla Campania. In pratica 5,5 reati accertati al giorno e 1,4 infrazioni per ogni chilometro di costa.

Tra le tipologie di reato spiccano quelli legati alla pesca di frodo che vede la Sicilia al primo posto in Italia con 975 infrazioni accertate, 980 persone denunciate. Su questo fronte sono stati 67.446 kg i prodotti ittici finiti sotto sequestro, tra prodotti catturati senza licenza, sottomisura o in periodi di fermo pesca, prodotti spacciati per freschi quando freschi non sono, o conservati in condizioni igieniche pessime.

A seguire i reati legati alle violazioni al codice della navigazione e anche in questo caso la Sicilia è in testa alla classifica nazionale (nel 2016 sono stati 443 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, che hanno portato alla denuncia di 446 persone); quelli legati all’insufficiente depurazione e agli scarichi inquinanti (412 le infrazioni accertate, con 628 denunce e 173 sequestri effettuati). Infine i reati legati al ciclo del cemento lungo la costa: sono stati 211 i reati accertati, con 215 persone denunciate e 56 sequestri effettuati lo scorso anno.

 

Tema centrale di questa edizione di Goletta Verde sarà anche il rischio per inquinamento da marine litter. Legambiente ha recentemente raccontato l’esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde alla conferenza mondiale degli Oceani all’Onu, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini. Soltanto in due punti rispetto ai 25 punti monitorati, i tecnici di Legambiente non hanno trovato rifiuti. C’è di tutto, ma a farla da padrona resta la plastica, presente nel 100% dei casi; segue il vetro, ma anche carta e rifiuti vari.

 

 

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

 

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra il 4 e l’8 luglio 2017) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare.  I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

Nove i punti monitorati in provincia di Palermo e nessuno di questi ha superato l’esame. Per sette il giudizio è di fortemente inquinato: alla foce del fiume Eleuterio tra Bagheria e Ficazzi; alla spiaggia presso lo sbocco del canale in Corso Italia a Bagheria; alla foce dello scarico in via Messina Marina a Palermo; alla foce del torrente Canzalamone; alla foce del fiume Pinto a Trappeto; alla foce del torrente Nocella tra Terrasini e Trappeto, alla foce dello scarico presso corso Mattarella e alla foce del fiume Chiachea (presso lo sbocco del depuratore) a Carini. Giudicati inquinati, invece, i campionamenti alla spiaggia di fronte l’ex oleificio a Termini Imerese e quello alla spiaggia la Praiola a Terrasini.

Tre i punti monitorati in provincia di Catania, due dei quali giudicati fortemente inquinati:allo sbocco dello scarico fognario all’inizio del Lungomare Galatea a Aci Trezza e alla foce del fiume Alcantara a Catalabiano. Nella norma il campionamento effettuato alla spiaggia libera a destra dell’Acquapark.

Tre prelievi anche in provincia di Messina dove si registra una situazione critica alla foce del torrente Patrì. Giudicati fortemente inquinati anche due punti in provincia di Agrigento (alla foce del torrente Canzalamone a Sciacca e presso la spiaggia di fronte lo scarico depuratore a Licata); uno in provincia di Caltanissetta (alla foce del fiume Gattano a Gela); la foce Canale Grimaldi a Porto Grande a Siracusae uno in provincia di Trapani (alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo). Sempre in provincia di Trapani, c’è da segnalare il campionamento eseguito spiaggia presso scaricodepuratore di Castelvetrano che dopo anni di giudizi negativi e di denunce di Goletta Verde per la prima risulta entro i limiti. Evidentemente le perdite della rete fognaria presenti in quel punto sono state riparate. Il punto in questione è comunque non balneabile per le autorità competenti per il potenziale rischio sanitario. Una situazione sulla quale bisogna continuare a vigilare ma che testimonia che l’efficientamento dei sistemi di depurazione e la loro manutenzione sono interventi fondamentali per prevenire l’inquinamento del mare.

 

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. In Sicilia, nel 2016, il Consorzio ha raccolto 8.530 tonnellate di oli usati. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Con Goletta Verde, infine, viaggia la campagna “Le pratiche estive per vivere il mare, la natura e l’ambiente in sicurezza e salute”, realizzata in collaborazione con il Sindacato Medici Italiani e Assimefac. Un vademecum e diverse iniziative condotte a bordo di Goletta Verde per informare sui comportamenti da tenere per rispettare il mare e tutelare la propria salute e su quelle che sono le minacce di inquinamento e sanitarie presenti lungo le nostre coste.

 

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN SICILIA*

*prelievi effettuati il 4 e l’8 luglio 2017

 

PV COMUNE LOCALITÀ PUNTO CRT. INFO. GIUDIZIO
PA Bagheria/Ficarazzi La Foggia Foce del fiume Eleuterio NO Fortemente Inquinato
PA Bagheria Aspra Spiaggia presso sbocco canale in corso Italia NO Fortemente Inquinato
PA Termini Imerese Porto Spiaggia fronte ex oleificio NO Inquinato
PA Palermo via messina marine 391/a Foce scarico presso A. Diaz NO Fortemente Inquinato
PA Trappeto Contrada S.Cataldo Foce del fiume Pinto NO Fortemente Inquinato
PA Terrasini/ Trappeto Contrada S.Cataldo Foce del torrente Nocella NO Fortemente Inquinato
PA Terrasini La Praiola/L.re Peppino Impastato Spiaggia la Praiola NO Inquinato
PA Carini Villa Grazia di Carini Foce scarico presso corso Bernardo Mattarella NO Fortemente Inquinato
PA Carini Carini Foce fiume Chiachea presso sbocco depuratore NO Fortemente Inquinato
CT Catania Lidi Playa Spiaggia libera a destra dell’Acquapark NO Entro i Limiti
CT Aci Castello Aci Trezza Sbocco scarico fognario inizio Lungomare Galatea NO Fortemente Inquinato
CT Calatabiano San Marco Foce fiume Alcantara NO Fortemente Inquinato
ME Giardini Naxos Quartiere S. Giovanni Spiaggia presso via IV novembre 271 NO Entro i Limiti
ME Barcellona Pozzo di Gotto Caldera Spiaggia presso P.zza delle Ancore NO Entro i Limiti
ME Barcellona Pozzo di Gotto Cantone Foce del torrente Patrì NO Fortemente Inquinato
AG Sciacca Stazzone Foce torrente Canzalamone NO Fortemente Inquinato
AG Licata Spiaggia fronte scarico depuratore NO Fortemente Inquinato
AG Porto Empedocle Spiaggia di Marinella Spiaggia fronte torrente Re NO Entro i Limiti
AG Realmonte Lido Rossello Spiaggia di Lido Rossello NO Entro i Limiti
TP Castelvetrano Frazione di Marinella di Selinunte Spiaggia presso scarico depuratore NO Entro i Limiti
TP Mazara del Vallo Lungomare di levante foce Arena Foce fiume Delia NO Fortemente Inquinato
TP Marsala C.da Berbero Spiaggia libera presso via Vincenzo Florio (tra due lidi) NO Entro i Limiti
SR Siracusa Porto Grande Foce Canale Grimaldi NO Fortemente Inquinato
RG Scicli Arizza foce fiumara di Modica NO Entro i Limiti
CL Gela Macchitella foce fiume Gattano NO Fortemente Inquinato

 

 

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