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Servizio idrico. Il Comune di Ragusa minaccia Regione e Stato, sospenderà le forniture

Servizio idrico. Il Comune di Ragusa minaccia Regione e Stato, sospenderà le forniture
aprile 16
17:49 2016

L’Amministrazione Comune di Ragusa sospenderà la fornitura dell’acqua a tutti gli uffici statali e regionali operanti in città se non riceverà entro trenta giorni dal Governo centrale e da quello regionale una disponibilità ad avviare una interlocuzione immediata per individuare delle misure straordinarie finalizzate a ridurre gli effetti economici nei confronti delle utenze idriche derivanti dalla delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) n.664/2015, in merito alla gestione del Servizio Idrico Integrato. Il provvedimento impone ai gestori del servizio, e nel caso specifico al Comune di Ragusa, la determinazione dei costi e la loro copertura integrale, attraverso la tariffa, a carico degli utenti del servizio.
A preannunciare questa misura è stato il Sindaco Federico Piccitto nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamane a Palazzo di Città assieme agli assessori ai tributi, lavori pubblici ed energia ed ambiente, rispettivamente Stefano Martorana, Salvatore Corallo ed Antonio Zanotto. L’incontro con gli operatori dell’informazione è ervito per illustrare il nuovo sistema tariffario idrico di cui il Comune di Ragusa si è dovuto dotare per adeguarsi alla nuova normativa in materia e sugli effetti che lo stesso determinerà sull’utenza.
Nel corso dell’incontro stampa è stato altresì preannunciato l’invio di una nota al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, al Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, all’Assessore Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, Vania Contrafatto, missiva che verrà inviata anche per conoscenza alla Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque ed al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti.
Nella lettera vengono, tra l’altro, denunciati “i cronici ritardi che caratterizzano l’operato della Regione Siciliana che, unita alla perentoria scelta del Governo Centrale di dare applicazione al nuovo sistema di tariffazione idrica, rischia di creare un corto circuito economico per gli utenti/cittadini del servizio, legato alla incapacità dell’utenza di assorbire interamente i costi di una gestione inefficiente delle risorse idriche”.
“Il Comune di Ragusa – è scritto ancora nella nota dell’Amministrazione Comunale di Ragusa – allo scopo di applicare quanto previsto dalle determinazioni dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, ha adottato il Piano Economico e Finanziario e la Carta dei Servizi, secondo le indicazioni stabilite nella delibera del predetto organismo.  Secondo l’impostazione dell’Autorità infatti, gli utenti devono contribuire attraverso la tariffa alla copertura dei costi operativi fissi ed ambientali sostenuti dal gestore. Occorre al riguardo sottolineare come, a causa della pessima condizione delle reti idriche che caratterizza i comuni del territorio siciliano, con questo nuovo sistema si contribuisca ad aggravare il carico che gli utenti sono costretti a sopportare dal punto di vista della tassazione a livello locale, regionale e nazionale. Tale concetto, è ancora più evidente se si considera che oltre il 50% delle risorse idriche viene disperso nelle condutture, comportando un aumento della tariffa legato alla inefficienza complessiva del sistema di captazione, adduzione e distribuzione di acqua. Per il Comune di Ragusa, la situazione è ulteriormente aggravata dagli ingenti oneri economici dovuti per le spese di energia elettrica correlate al sollevamento dell’acqua per la distribuzione alle utenze cittadine, vista la particolare conformazione orografica del territorio comunale. L’assenza di interventi decisi per attivare misure virtuose al fine di limitare gli effetti della dispersione e i conseguenti costi per il sollevamento, è una conseguenza del profondo ritardo della Regione Siciliana, attuate al termine di una lunga attesa e solo dopo una serie di sollecitazioni, nell’approvazione di una serie di importanti finanziamenti atti proprio a contrastare tale fenomeno”.

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