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L’Amministrazione Piccitto un castello di carte che sta per crollare, ma…

L’Amministrazione Piccitto un castello di carte che sta per crollare, ma…
marzo 26
14:26 2016

Le donne e gli uomini di buona volontà si vedono nei momenti difficili. E’ proprio durante la crisi più profonda che possiamo misurare l’intelligenza, il coraggio, la perizia, i nervi saldi e soprattutto la capacità di immaginare e progettare di una persona. E’ facile agire quando tutto ci è congeniale, quando tutto si incastra magicamente senza sforzo alcuno o apparente, e questo è vero tanto nella vita di tutti i giorni, tanto nel mondo della politica.

Adesso, che l’Amministrazione Piccitto sta vivendo la crisi più profonda del suo mandato è un fatto noto a tutti, come altrettanto noto è che la fine dell’alleanza con il Movimento Partecipiamo abbia segnato il passo. Una rottura drammatica, tragica da un punto di vista politico ed ovviamente in chiave grillina, ma non per forza mortale. Sono questi i giorni in cui Piccitto & Co. si giocano tutto, ma non solo la tenuta della maggioranza, questo è il minimo, sono in ballo, infatti, la loro reputazione, la loro credibilità dinnanzi alla Città. Da come sapranno o meglio saprà giocare le proprie carte, dipende il futuro stesso del Movimento 5 Stelle a Ragusa.

La minaccia più grave e pericolosa per Piccitto non arriva dall’esterno, ovviamente, ma dall’interno, dalla sua stessa maggioranza consiliare. Non sono state e non saranno le critiche e gli improperi delle opposizioni, della stampa o dei ragazzi di Ragusattiva a 5 Stelle a far crollare il suo castello, che invece è minato nelle fondamenta dai suoi stessi consiglieri, da quella fronda, che ormai da tempo, è in totale rottura con il sindaco e la Giunta. Una guerra di nervi, fratricida, che, ad oggi, vede Piccitto messo all’angolo.

La domanda che dovrebbero farsi i contendenti a questo punto è solo una: Cosa vogliamo fare? Perché se l’intenzione è quella di continuare a vivacchiare come stanno facendo o addirittura di sfiduciare il sindaco e quindi mandarlo a casa, basta che continuino su questa strada, le conseguenze sono dietro l’angolo. Se, invece, Piccitto, la sua Giunta e i consiglieri di maggioranza hanno intenzione di governare questa città nel miglior modo possibile, devono fare tutti un passo indietro, un bel bagno di umiltà e scendere a compromessi con la controparte. Insomma fare finalmente un po’ di politica.

Ma chi può convincerli ad arretrare? Una persona sola: Federico Piccitto, che fino a prova contraria continua ad essere il sindaco.
Piccitto deve fare una cosa molto semplice: deve sedersi attorno ad un tavolo con i suoi consiglieri e trattare. Nonostante questo confronto, tutto interno ai 5 Stelle, abbia assunto i connotati di una mera questione di principio, il problema rimane sempre Stefano Martorana, uomo di fiducia del sindaco e nemico numero uno dei consiglieri.
Piccitto, ne va della sua credibilità, del suo peso all’interno dell’Amministrazione e della maggioranza, non può e non deve licenziare Martorana, semplicemente perché non vuole, perché di lui si fida, e su qualcuno deve pur fare affidamento. E questa è l’unica condizione che deve porre e far accettare, l’unica condizione non negoziabile, detto ciò, deve lasciare campo libero ai suoi consiglieri, accettando perciò le loro richieste. Questo fa un politico, questo deve fare Piccitto e lo può fare perché non ha alternative e perché non deve dare alternative alla maggioranza. Dovrebbe riuscire a far passare il messaggio che o si fa così o si va tutti a casa, in fondo non esistono più le condizioni per governare. Non sappiamo se in ballo ci siano poltrone, assessorati, concessioni e chi più ne ha più ne metta, non sappiamo quali siano realmente i termini del contendere e diciamo pure che, per ora, non ci interessano, ma una cosa è chiara: Ragusa va governata, ci sono scelte da prendere da cui dipende il futuro della città stessa. Se Piccitto riuscirà ad appianare le frizioni ed i conflitti con i suoi, avrà fatto il suo lavoro di politico e potrà finalmente governare. In caso contrario dovrebbe trarre le dovute conseguenze.

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