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“3drammi3” non alternativa ma bellissima proposta complementare..

“3drammi3” non alternativa ma bellissima proposta complementare..
giugno 15
18:31 2017

Niente paragoni, ci mancherebbe. E non solo per l’apparato, gli allestimenti, i traduttori gli attori e tutto il (tanto) resto: per questo “basterebbe” una spesa da mezza “manovrina” nella legge finanziaria e bene o male una stagione si dovrebbe poter mettere in piedi quasi dovunque. E’ perché a Siracusa c’è il teatro Greco. Uno splendido esserci che consente al pubblico di sedersi dove si è seduto anche Archimede e di inciampare sulle stesse pietre che avranno di sicuro visto inciampare anche lui (perso nei pensieri, come gli capitava spesso), aprendo docile e felice le vene alla perfusione lenta di una tradizione iniziata quando le signore non uscivano senza cappellino e il sushi nessuna sapeva cosa fosse: un pubblico ogni anno sempre così numeroso da mezzo mondo che non c’è neppure bisogno di contarlo per certificare il successo. E’ un fatto: la storia lunga anni a quattro cifre di Siracusa riesce a farti sentire fin sotto le unghie il respiro del tempo, sommesso, lento ma costante e infaticabile come un enorme diesel. In più, come se la ricchissima dotazione di serie non bastasse, lì c’è anche il mare. Le cose stanno così, per cui  l’idea di proporsi come alternativa sarebbe più patetica del tentativo di proibire le fake news sul web: ergo, manco a parlarne. Ma, ma (il secondo ma è per rafforzare il concetto) questo non esclude che se tracci giuste rotte verso approdi diversi, hai buoni “argomenti”per gonfiare le tue vele, l‘umile coraggio di metterti in gioco fissando ogni volta il traguardo più lontano e, soprattutto, rispetto per il mare su cui navighi (Ibla non perdonerebbe), la tua nave può benissimo far arrivare anche a Ibla un carico“importante”. Non per avviare unassurda, non voluta, sfida ma per regalare a tutti (chi a Siracusa non andrà, chi ci deve ancora andare, chi c’è già andato) una deliziosa offerta complementare e integrativa, ampliata dall’incantato potenziale di raffinata “contaminazione” per il quale Ibla non teme confronti. Quanto al mare, manca, è un fatto: ma a volte (non troppo rare) il vento ne suggerisce l’odore con la gentile violenza di un ricordo improvviso. Fuori di metafora, la seconda edizione di “3drammi3″, più matura e articolata, migliorata dall’esperienza e dal saggio aver colto debolezze e critiche costruttive, ha aggiunto alle godibili letture delle tragedie e l’agile, colto ma né spocchioso né pedante, “aperitivo-sinossi” della commedia, il “Prometeo Incatenato” diretto da Antonio Zanoletti e interpretato dagli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico: fantasia che vola alto e professionalità assoluta fuse in uno spettacolo già bellissimo, reso poi magico dall’insuperabile dove (la scalinata di San Giorgio). Chiudendo nel cortile dell’Università con “ControCunto”, saggio finale di un breve quanto quasi miracoloso nei risultati stage sul “cunto” siciliano tenuto da Mario Incudine per stagisti venuti da un po’ dovunque. Grande, vero teatro, riportato (non ridotto) all’essenziale: solo attori (con quattro bravissimi musicisti di contorno-supporto), un siciliano insieme dolce, aspro e struggente, la potenza evocativa del greco e il rigore del latino. Voci espressive come visi e corpi, a dare ritmo, chiedere, diffidare, esaltare, negare e infine riconoscere la comune appartenenza, tracciando il discorso verso la sentita, non imposta, scelta finale di accoglienza e l’orgogliosa affermazione di sicilianità. Roba da spellarsi le mani, con un commosso Mario Incudine a ringraziare per tutti. Quindi, “3drammi3” va in archivio scortato da un successo pieno e senza ombre, strameritato premio al tentativo (non sfida, ripeto) del terzetto “think tank” (Vicky, Costanza, Clorinda) che ha già annunciato una prossima volta con ancora nuove idee per migliorare ancora. A facilitare il successo, i  “dopo” con le delizie della pasticceria Di Pasquale: certo, nulla a che fare con le fave secche e il kikeon dei greci, ma tradizione antica di eccellenza.A riprovare che, come sanno anche alle isole Lofoten, lo zucchero (come la bellezza, vedi il terzetto di cui sopra) non guasta bevanda. Anzi..

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