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Rifiuti, caos nei centri di raccolta

Rifiuti, caos nei centri di raccolta
Febbraio 06
14:25 2021

L’emergenza rifiuti che l’intero territorio ibleo sta affrontando peggiora di giorno in giorno. Oltretutto nessuna azione è stata fatta da parte dell’Amministrazione Comunale per porre rimedio al problema. I centri di raccolta comunali, sia di Ragusa che il CCR di Contrada Palazzo a Marina di Ragusa sono al collasso, hanno evidenti difficoltà, dove il personale di servizio non è messo nelle condizioni ottimali per poter svolgere il proprio lavoro, e i cittadini che si recano per conferire gli sfalci o altri rifiuti vengono respinti. La cosa che più ci preoccupa di questo stallo – come sottolineato dal Movimento Territorio – è che la situazione possa precipitare al tal punto che le strade della città potrebbero diventare delle vere e proprie pattumiere a cielo aperto, con evidenti conseguenze dal punto di vista igienico-sanitario. Tutto ciò, è il risultato di miopi Amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi otto anni, che non sono riuscite a definire ed attuare soluzioni concrete per evitare questa situazione.

Oggi con questa Amministrazione, la situazione è peggiorata. L’ultimo ampliamento della discarica di Cava dei Modicani risale, infatti, a circa dodici anni fa con l’Amministrazione Dipasquale, un intervento necessario che ha garantito per tanti anni alla città il servizio. Nel 2011 la stessa Amministrazione, aveva lasciato in dote il progetto per la realizzazione della quarta vasca, progetto eliminato, dal piano triennale delle opere pubbliche, dalle amministrazioni che si sono succedute, che hanno vissuto di rendita del lavoro fatto, senza prevedere nessun intervento, nonostante i solleciti. Adesso grazie a chi ci ha governato in questi otto anni, il comune sarà costretto a conferire i rifiuti in altri siti. Questa mancanza di autonomia, non solo ha fatto lievitare, e potrebbe succedere ancora, il costo della TARI, ma ci lascia in balia di eventuali indisponibilità delle discariche individuate per lo smaltimento, ritrovandosi nella situazione di non poter conferire ed affannarsi a ricercare nuovi siti in tempi stretti e chissà a quali costi, immondizia a peso d’oro.

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Stefano Ferrera

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