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Non opere d’arte ma alberi mozzati.

Non opere d’arte ma alberi mozzati.
Gennaio 02
15:272021

In questi ultimi giorni, confortati in parte dall’inizio delle vaccinazioni, si è molto parlato di migliorare l’organizzazione locale per affrontare le sfide future, in tutti campi ma soprattutto quello dell’immagine della città collegata allo sviluppo turistico ed economico. Non basta certo accampare le solite scuse della mancanza di fondi, quando si parla di verde pubblico, di manutenzioni e cura dei giardini. Una nostra intervista da poco realizzata ha spopolato sul web dimostrando, appunto, che in certi settori bisogna essere pronti ad intervenire senza scuse, senza attendere i bilanci o altre magagne burocratiche del genere. Una segnalazione particolarmente opportuna arriva dal consigliere del PD Mario Chiavola che dopo aver fatto un sopralluogo molto attento scrive: “Oltre cento alberelli, a volere considerare solo il centro abitato e alcune zone di Marina, risultano tagliati a metà tronco e non sostituiti. Una trascuratezza che ci lascia esterrefatti e che fa emergere tutta la precarietà, anche in questo ambito,
nell’azione della Giunta Cassì esattamente a metà mandato. Una defaillance che non
ci saremmo mai attesi anche perché se, sul fronte dell’arredo urbano non ci
aspettavamo chissà quali grandi cose, di certo non pensavamo che avremmo dovuto
fare pure i conti con la mancanza di ordinaria amministrazione”. Le immagini a corredo della nota parlano chiaro ma la cosa è ancora più grave se l’attenzione si sposta a Marina di Ragusa che, insieme ad Ibla, rappresenta una delle carte migliori da giocarsi per un futuro di ripresa economica. Una delle arterie più belle della località balneare è certamente la via Brin dove, pensate un pò, circa 30 alberi risultano tagliati e lasciati in “cattiva” mostra per le persone che transitano. Ora secondo noi, e anche secondo i canoni dell’arredo urbano, un albero mozzato non è un buon segno e non può bastare camuffarlo da fiore o da matita. La cosa può andare bene in via transitoria ma poi bisogna sostituire l’opera d’arte” con nuove piantumazioni.
Mario Chiavola, naturalmente, conduce la battaglia da politico, da consigliere comunale d’opposizione, ma la sua considerazione non fa una grinza neanche dal punto di vista del semplice cittadino: Se in questi due anni, dice l’esponente del PD, non sono riusciti a sostituire un centinaio di alberelli, per non parlare del caso di via Calipari, tutto ancora da valutare nella sua dimensione complessiva, chissà cosa dobbiamo aspettarci per il futuro. A cosa serve piantumare alberi in altre zone della città se poi quelli già esistenti sono rimasti mozzati, a metà tronco appunto, come se fossero cadaveri senz’anima? E’ un messaggio assolutamente diseducativo, un messaggio che speriamo non continui a passare.
La conclusione tocca a noi di Reteiblea: La palla dovrebbe ora passare all’amministrazione e quindi al responsabile del verde assessore Iacono che potrebbe intervenire senza pensare al bilancio. Non crediamo che occorrano cifre enormi per piantare nuovi alberi, anche se fossero davvero cento, serve il buon senso ed il rispetto per la città ed i suoi cittadini che possono sorridere di fronte al mozzicone di matita, per qualche giorno, ma poi vogliono delle risposte certe.

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