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Il punto di Cassì sulla nuova rete ospedaliera

Il punto di Cassì sulla nuova rete ospedaliera
Novembre 17
13:452020

Il sindaco Cassì fa il punto sulla riorganizzazione della rete ospedaliera a Ragusa. In area Covid: 8 posti letto di Terapia Intensiva riconvertiti a Covid; 17 posti letto di Terapia intensiva e Sub-itensiva Covid nei locali dell’ex reparto di Medicina generale II; 19 posti letto di Malattie infettive Covid nei locali dell’ex Medicina generale I; 30 posti letto di Malattie infettive Covid nei locali dell’ex Ostetricia e Ginecologia; 16 posti letto di Medicina generale Covid nei locali dell’ex Urologia; 13 posti letto di Terapia Sub-intensiva Covid nei locali ex Astanteria del Pronto soccorso. Nelle aree non Covid: 21 posti letto per area Chirurgica indistinta (chirurgia generale, urologia, ORL, ortopedia) nei locali di Chirurgia generale; 30 posti letto per area Medica indistinta (medicina generale e cardiologia); 16 posti letto per Ostetricia attivati nei locali dell’ex reparto di Pediatria; La degenza di Pediatria accorpata agli ospedali di Modica e Vittoria. Il programma di riorganizzazione ospedaliera dovrà completarsi entro il mese di novembre.

Come altrove – ha spiegato il sindaco – il Covid a Ragusa ha comportato la necessità di una rimodulazione di alcuni reparti ospedalieri. Si procede con l’obiettivo di far fronte a una emergenza sanitaria senza precedenti, cercando di ridurre al minimo le ripercussioni e gli inevitabili disagi sul sistema ospedaliero nel suo complesso. Tra l’altro la degenza dei pazienti Covid può prolungarsi per settimane, riducendo quindi la possibilità di turnazione dei pazienti nei posti letto disponibili”. Nella mattinata di ieri, lunedì 16 novembre, al Giovanni Paolo II vi erano 17 pazienti Covid in Rianimazione, 37 ricoveri in Malattie Infettive, 20 al Pronto Soccorso in area grigia.
Per ogni tipo di emergenza non Covid – ha proseguito Cassì – ci si può rivolgere all’Ospedale più vicino, ma in un momento come questo dobbiamo rinunciare ad avere disponibili i posti letto di ogni reparto nell’ospedale più vicino, facendo sistema con i nosocomi della provincia.
Ribadisco infine che l’ex Ospedale civile non è nelle condizioni di ospitare reparti”.

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Stefano Ferrera

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