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Territorio fa un bilancio dell’operato dell’amministrazione

Territorio fa un bilancio dell’operato dell’amministrazione
Ottobre 09
17:51 2020

Nella giornata di oggi, venerdì 9 ottobre, il Segretario cittadino del movimento Territorio Michele Tasca ha fatto un resoconto della conferenza stampa tenutasi giovedì 8 ottobre presso il Savini di contrada Mugno, sulla provinciale per Marina di Ragusa. “Abbiamo ritenuto opportuno convocare una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione politica ed economico sociale in città per superare lo scoglio di una difficile comunicazione con chi amministra il Comune di Ragusa.
Difficoltà che vengono fuori già nel rapporto fra le forze politiche di minoranza in consiglio comunale e l’amministrazione.
Emerge, afferma Tasca, una posizione di fondo poco propensa del sindaco a condividere scelte importanti per la città e a mettere in discussione strategie di intervento che mancano o risultano inefficaci, come movimento politico locale troviamo disponibilità al confronto solo a parole, in più di una occasione le nostre istanze (vedi firme dei residenti di Marina) sono state ignorate, unica consolazione il fatto di sapere che anche il rapporto di comunicazione e di condivisione con la stessa maggioranza non è dei più idilliaci.
Riteniamo doveroso esternare senza peli sulla lingua quello che riteniamo non vada per il verso giusto in città, anche per rispetto delle numerose istanze dei cittadini che segnalano disservizi, lacune, criticità e lamentano il mancato rispetto del programma elettorale. In questa disamina della situazione in città preferiamo muoverci per settori perché riteniamo indispensabile sottolineare particolari criticità che emergono in alcuni assessorati e che sono trainanti di una situazione generale non confacente alla storia della città che ha attraversato, sotto amministrazioni di diverso colore politico, periodi più luminosi che avrebbero potuto costituire base solida per il futuro.

Lo stesso sindaco parlava in campagna elettorale di necessità di risvegliare la città, il risveglio non può che essere determinato da quello del centro storico: urbanistica e lavori pubblici i settori dell’amministrazione che, già da due anni abbondanti, avrebbero dovuto porre le basi di un rilancio.
Siamo consapevoli della complessità dei problemi da affrontare, ma nel caso nostro si è affrontato ben poco:
piano particolareggiato ignorato, le poche opere pubbliche che potrebbero concorrere al ‘risveglio’ sono al palo: teatro Marino, locali della ex biblioteca, edificio scolastico del Carmine, la casa delle associazioni, riqualificazione parte finale di via Roma, soluzioni per via Roma, parco urbano.
Per non parlare del PRG, ma che dire della voragine nel parcheggio della questura, dei mancati interventi a largo San Paolo, dell’immobilismo di fronte ai ritardi della regione per il parcheggio pluripiano di Ibla
Troppo tempo è passato, ormai, per capire cosa fare dell’area dello scalo merci, si allungano i tempi per l’acquisizione di Palazzo Tumino, non si parla più delle trattative per la fruizione dei cinema 2000 e La Licata, il faraonico progetto per la metropolitana di superficie che si lega alla riqualificazione della stazione ferroviaria, condizionato agli ingenti finanziamenti della regione, sarà opera da ascrivere, comunque, a nuove amministrazione o a quelle che hanno preceduto l’attuale.
Al giro di boa del mandato, l’unica opera dell’assessorato sarà la rotatoria per l’ospedale, per colmo di ironia una delle tipologie di opere più vituperate in passato nella città. Troppo poco in due anni.
Restano insolute le questioni relative agli ascensori per i colombai, nei cimiteri, troppo tempo senza appalto dell’idrico, interventi urgenti rimandati, rilascio Concessioni edilizie con grave ritardo.

Altro settore che riteniamo determinante per l’opacità della storia di questa amministrazione nei primi due anni di vita è quello che si occupa di sviluppo economico, di fondi europei e di trasporto pubblico e sostenibile.
Il nulla più assoluto, da qualunque parte si guardi: in due anni non un dato sulla situazione economica in città, non un dato sulla disoccupazione e su quella giovanile, non una indicazione per i giovani, sui corsi di studio da intraprendere per andare incontro alle necessità del mercato locale, non una misura o un provvedimento per sostenere il mondo del lavoro o la disoccupazione, per incoraggiare a lottare per un situazione migliore.
Di tutto quello che era stato propagandato in campagna elettorale, il nulla, nessun sostegno all’economia locale e nessuna promozione dell’agroalimentare locale.
Vediamo il competente assessore impegnato sui settori più disparati, dalla cultura al turismo ma non vediamo risultati.
Al centro sono messi via Roma, i locali di via del Mercato, i locali di Carmine Putie, per un rilancio economico del centro storico, ma non si è avuto il benché minimo segnale, non solo in termini di risultati ma di avvio di reali misure adottate.
Si è concentrato tutto, anche il lavoro degli uffici, sull’eredità di Agenda Urbana, con numerosi progetti che non daranno molto alla città in termini diretti, per il resto non ci sono segnali di vita dell’ufficio preposto per intercettare nuovi finanziamenti.
Per non parlare del trasporto pubblico e di quello sostenibile in città, settori per i quali non si intravedono novità, nonostante i mirabolanti programmi di mobilità alternativa, di trasporto condiviso, di mezzi ad energia alternativa, di riduzione dei flussi veicolari privati. Solo la contestata navetta che deve passare nell’isola pedonale di via Roma, per motivi oscuri.

Altro settore che vediamo immobile quello della cultura: un settore la cui delega è stata trattenuta dal Sindaco per un anno e mezzo, affidata da nove mesi ad un assessore che non ha partorito nulla di particolare, neanche di prematuro considerando i due mesi di lokdown, e che vive sulla scia dei programmi e degli eventi ereditati.
Con ritardo enorme, riconosciuto dallo stesso Sindaco, aprirà il MUdeco, a l quale faranno da corona lo stato di abbandono del Parco del Castello e la mancanza di progetti certi per il restauro di altre stanze del Castello.
Non è che riteniamo ideale la scelta di fare di quella che rimane una dimora di campagna il fulcro culturale della città, ignorando il grande bacino UNESCO dei centri storici, ma non vediamo, comunque, un progetto culturale, nonostante la task force di manager culturali, consulenti ed esperti e comitati tecnico-scientifici per l’ecomuseo che rimane un progetto tutto da verificare, se non nei contenuti, di certo, allettanti e attraenti, nei risultati in termini di ritorni turistici e di economia del comparto.
Non si può fare cultura giocherellando con vestiti d’epoca e gigantografie di cardinali, la cultura è una cosa seria”.

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Stefano Ferrera

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