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Risposta caustica del sindaco Cassì alle lamentele di un turista: una caduta di stile.

Risposta caustica del sindaco Cassì alle lamentele di un turista: una caduta di stile.
Settembre 04
15:25 2020

Durante i cinque anni di amministrazione grillina a Ragusa ci si è lamentati, più volte e da più parti, dell’esigua quantità di comunicazione proveniente da Palazzo dell’Aquila e rivolta ai cittadini, soprattutto tramite i canali ufficiali. La sensazione, diffusa, era quella di un’amministrazione ripiegata su se stessa (altro che palazzo di vetro!) soprattutto per l’atteggiamento del primo cittadino che appariva ai più come chiuso in una torre eburnea, lontano dalle strade, dalla gente, e una comunicazione istituzionale ridotta all’osso quando non impegnata a rispondere per le rime alle opposizioni. Sembrava, addirittura, come se l’amministrazione quasi provasse una sorta di pudore nel comunicare i risultati ottenuti, tanto da far sospettare che di risultati veri e propri forse non ce ne fossero. Probabilmente anche questo ha inciso sul risultato finale delle passate elezioni amministrative.

Da due anni a questa parte, però, il passo è cambiato: da quando c’è Peppe Cassì a ricoprire il ruolo di sindaco è tutto un pullulare di informazioni, purtroppo privilegiando eccessivamente i social network, accentrando su di sé il più possibile anche per argomenti che ricoprono un’importanza marginale e rischiando di commettere se non proprio qualche errore, sicuramente delle cadute di stile.

Emblematico, secondo chi scrive, il caso del turista nisseno che qualche giorno fa, nel centro storico di Ibla, ha parcheggiato l’auto in divieto di sosta per andare a cenare e, al suo ritorno, ha scoperto che il mezzo era stato rimosso su disposizione della Polizia Municipale. Il malcapitato ha scritto una lettera a un quotidiano raccontando la propria esperienza e, ammettendo di essere nel torto, ha sollevato una serie di interrogativi non scontati ai quali sarebbe stato utile per tutti avere delle risposte.

Per farla breve, il turista ha raccontato di aver avuto difficoltà nel contattare i Vigili Urbani e poi l’operaio del carro attrezzi, di aver contattato un tassista già informato della sua chiamata, di aver trovato il proprio mezzo danneggiato, di aver pagato una tariffa diversa e maggiore di quella riportata dal regolamento del Comune di Ragusa, che l’addetto al carro attrezzi in servizio era in compagnia di un proprio parente e che, dalla dinamica degli eventi, aveva avuto il sospetto d’essere incappato in un “sistema organizzato per spellare il pollo di turno”. Insomma, una segnalazione contenente dichiarazioni di una certa gravità.

Il sindaco Cassì cosa decide di fare? Risponde su Facebook con una breve dichiarazione nella quale si ignorano completamente le questioni sollevate e ci si concentra sul sommario di due righe pubblicato sulla pagina di giornale, frutto non della penna del turista, ma della testata giornalistica, che recita: “L’emergenza dei parcheggi a Ragusa Ibla causa della disavventura del turista di Caltanissetta”. “E io che pensavo che la causa fosse l’aver parcheggiato in divieto. Se questo è il livello del dibattito, diventa poi faticoso far rispettare le norme”, dichiara causticamente il primo cittadino nel suo post.

Il sindaco, però, ha sbagliato tema perché le “accuse” del forestiero, che comunque ammetteva d’aver commesso un’infrazione al Codice della Strada, riguardavano tutt’altro. E dal sindaco Peppe Cassì, francamente, ci saremmo aspettati una risposta dal registro decisamente diverso, più consono ai suoi modi composti, ma risoluti. Qualcosa del tipo: “Mi dispiace molto per la sua esperienza negativa. Senza dubbio l’auto andava rimossa per via dell’infrazione, ma mi impegno a verificare le criticità che ha segnalato”. Semplice, pulito, educato. “Educato”, sì, perché il sarcasmo non è proprio il massimo del galateo. Oppure, in questa circostanza, non avrebbe guastato un chiarimento da parte dell’assessore competente in materia, Francesco Barone che, guarda caso, oltre ad avere la delega alla Polizia Municipale ha anche quelle al Turismo e al Centro Storico. Chi meglio di lui avrebbe potuto chiarire ogni dubbio allo sfortunato turista in gita nella nostra Ibla?

Tuttavia, capiamo il nervosismo: il sommario all’articolo ha sollevato un altro aspetto della vicenda e cioè la storica “fame” di parcheggi a Ragusa Ibla, facendo chiacchierare qualcuno. “A proposito, che fine ha fatto il progetto del parcheggio interrato?” si legge qua e là per la rete. Ecco, su questo il sindaco dovrebbe intervenire dando notizie, concentrandosi su questioni più serie, puntando sempre di più sui progetti per il futuro della città, delegando agli assessori il compito di rispondere alle lamentele di questo tipo – se fondate.

A calciare ogni sasso che si incontra per la via si rimane senza suola delle scarpe e questa forma di comunicazione bulimica per la quale si deve intervenire per forza su tutto, a ogni costo, non fa ottenere altro risultato che dare lo stesso livello d’importanza a tutti gli argomenti, sminuendo quelli più seri.

In ogni modo, per avere dei chiarimenti alle domande del turista abbiamo interpellato l’assessore Francesco Barone in un’intervista che pubblicheremo a parte.

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Leandro Papa

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