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Sempre due pesi e due misure.! A Vittoria saltano le elezioni di ottobre.

Sempre due pesi e due misure.! A Vittoria saltano le elezioni di ottobre.
Agosto 10
15:58 2020

Ogni legge deve essere interpretata! Questo lo sappiamo benissimo e spesso non siamo in grado di capire quale è lo spirito di una decisione o di un’altra. Tutti sapevamo che a Vittoria si sarebbe votato il 4 di ottobre. Non è così. In base ad una particolare interpretazione della norma che regolamenta le elezioni nei comuni sciolti dal  governo  serve ancora del tempo  per raggiungere il giusto numero di giorni dalla data dello scioglimento. La cosa strana è però che su cinque comuni in due, tra cui Vittoria, ci sarà  un rinvio e in altri 3 invece si vota. Come al solito! Il problema è solo capire se ci sono motivazioni particolari per protrarre  la data delle elezioni visto che a Vittoria c’è ormai una insofferenza malcelata per la gestione commissariale. Intanto interviene anche Nello Dipasquale:

“Secondo una circolare del Ministero dell’Interno – spiega l’esponente dem – poiché il Comune di Vittoria è stato sciolto per mafia lo scorso 27 luglio 2018, non potrà partecipare al turno del 4 ottobre, considerato straordinario. E’, però, nel potere della Giunta regionale fissare una nuova data, nella finestra tra ottobre e il 31 dicembre 2020. Esorto il Presidente Musumeci e l’intera Giunta a determinare con celerità la individuazione della nuova data per le elezioni e che queste si possano svolgere il più presto possibile”.

“Il Comune di Vittoria – continua Dipasquale – è commissariato da ormai due anni ed è ingiusto che una città così popolosa, di oltre 60mila abitanti, continui a vivere in una sospensione della democrazia per niente salutare per il tessuto sociale della stessa comunità vittoriese”.
“La Giunta regionale si riunisca e decida perché a Vittoria e in tutti i comuni che si trovano nelle stesse condizioni – conclude il parlamentare ibleo – i cittadini possano esprimersi nelle urne il prima possibile; il Governo regionale non faccia pagare ai cittadini il peso di un proprio ritardo”.

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