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Cattolici e politica nell’Europa della pandemia

Cattolici e politica nell’Europa della pandemia
Luglio 29
23:02 2020

In un lasso di tempo breve, in Italia e nel mondo tantissime cose sono velocemente cambiate: per Trump si annunciava una vittoria strepitosa per la riconferma alla presidenza degli USA, ma le cose sono cambiate, e sembra che la situazione per lui si annunci alquanto critica. Appena 6 mesi fa l’Europa sembrava aver esaurito la sua funzione per i paesi aderenti, eppure ha avuto la forza di varare un piano economico per far fronte ai danni della pandemia senza eguali nella storia, ed ora si appresta decisamente a costituire in embrione le forme di un vero stato federale. La politica italiana era irrimediabilmente spaccata in due come una mela, senza possibilità di dialogo, eppure buona parte del centrodestra è disposta a dialogare con la coalizione di governo per meglio sostenere gli interessi del paese.
Gli unici che sembrano non cambiare, sarebbero i cattolici. Infatti, risulta che alcuni di loro stanno tentando di organizzare supposte costituenti pur di utilizzare quei pochi brandelli di insediamenti sociali e politici, eredi di una stagione mai più rispettata, almeno nella sua filosofia di fondo di unità, che tanto bene ha fatto al paese.

Il movente è sempre lo stesso: si costruisce un piccolo vascello, anche se a malapena tiene il mare, pur di essere assoldati da una ‘Armada’ che ha interesse ad annoverare nella sua forza, tra tante altre anche la loro bandiera: lo scambio, s’intende, prevederebbe qualche momentaneo utile per la piccola ciurma.
Ma possibile che ancora non si comprenda che questa triste storia degli ultimi 5 lustri, al servizio ora di questo ora di quel schieramento, ha prodotto danni rilevantissimi alla storia ed al potenziale ideale e politico del mondo cattolico?
Non si comprende che così si boicotta oggettivamente ogni aggregazione che possa mirare alla ricostituzione di una forza politica centrale ( che non potrà mai nascere senza una base di garanzia di tutti i cattolici) che possa debellare il populismo, la deriva dell’attacco alle tradizioni e principi cristiani, la gestione non responsabile della economia, l’euroscetticismo?

Dunque secondo taluni, dovremmo ancora rischiare iniziative solitarie e velleitarie, sempre con il solito cliché’: in nome di una pretesa purezza di impostazione politica, di una supposta esigenza etica e morale, di salvaguardia di una realtà vecchia che si proclama nuova, e quant’altro possa servire per mascherare i propri propositi.
Ma in definitiva sono solo piccole foglie di fico che non riusciranno mai a nascondere la vistosità di una volontaria sottomissione alla minorità, a favore dello sciagurato equilibrio politico egemone.
Ma l’assetto politico dominante attuale, mortifica la nostra cultura ed il nostro orizzonte ideale, sostenuto come è da uno schieramento di centro destra animato in prevalenza da populisti e nemici dell’Europa, e dal centrosinistra riconfigurato con il M5S, ormai da lungo tempo intento a consolidare e ad accreditarsi con la sua nuova natura e ragione di esistenza, attraverso l’attacco  alle tradizioni ed alla identità antropologica.

In questo scenario chiaro anche ai ciechi ed ai sordi, dove credono di andare i cattolici senza unità? Non potranno che continuare a fallire, privi di una loro unità, impossibilitati a ricomprendere i filoni principali del popolarismo,  di quello democratico liberale, di quello cristiano sociale,  che hanno costituito il presupposto più solido per le gloriose esperienze passate. Ma, ricordiamolo, anche la dissolvente diaspora avvenuta a causa della separazione di queste tre componenti culturali confluite a destra e a sinistra, avvenuta agli albori della II Repubblica.
Da quel momento, i cattolici impegnati in politica hanno rinunciato al loro ruolo storico, con conseguenze disastrose. Ecco perché non può esserci nulla più importante della ricomposizione del nostro mondo, che giustifichi nuove iniziative che prescindano dall’unità.

La stessa autonomia, assolutamente essenziale per un progetto vittorioso, richiede presupposti trasparenti. Essi sono: la natura radicalmente democratica del soggetto nascente ovviamente aperto a tutti; l’astinenza  alla partecipazione nelle competizioni elettorali, escluse quelle comunali, almeno finché il soggetto non avrà una solida sua autoconsistenza; un piano di grande intervento di formazione sociale e politica per nostri giovani; la ricomposizione della rete dei capisaldi della sussidiarietà.
Dunque, per un grande progetto costituente di soggetto ‘Centrale’ che riequilibri la confusione attuale in politica, alternativo allo status quo dell’attuale condizione misera del paese, occorre unità, generosità e fraternità.

Di Raffaele Bonanni ex segretario generale Cisl su Interris

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