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Vandalizzata l’installazione sulla rotatoria di via Fieramosca

Vandalizzata l’installazione sulla rotatoria di via Fieramosca
Luglio 07
13:03 2020

A Ragusa si è registrato un altro episodio di vandalismo: è stata infatti deturpata l’installazione artistica della rotatoria di via Fieramosca, in contrada Bruscè. A questo proposito è intervenuto il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Ragusa: “Si tratta di un episodio che va ad aggiungersi alla lista dei fenomeni di scarsa educazione civica di molti giovani ragusani. Ci stiamo abituando a vivere con maleducati di tutti i tipi, da quelli che lasciano i rifiuti agli angoli delle strade a quelli che pensano di abbandonare frigoriferi, reti da letto e materassi sulla pubblica via, a quelli che considerano i marciapiedi vespasiani per i loro animali da compagnia.  L’ultima esibizione di questa tipologia di concittadini è stata quella di apporre la scritta, ‘rottami’ alla base dell’installazione artistica della rotatoria di via Ettore Fieramosca. Non è questa certo la sede per valutare giudizi positivi e negativi sull’opera, che riteniamo, in ogni caso, un elemento di risveglio culturale in una città assopita indipendentemente dal basso livello di attività culturale. Saremmo favorevoli a installazioni cittadine di arte moderna, come quelle multicolori, geometriche, che abbelliscono gli spazi urbani di Milano. A ogni modo siamo per la legittimazione di scelte che chi governa può adottare assumendosene le responsabilità. In passato abbiamo avuto opere come quella che insiste su piazza Malta, come quelle di Cappello in piazza Poste, abbiamo avuto le pietre parlanti e colorate, le sagome metalliche, non meno inquietanti di questa installazione, come altamente inquietanti erano le strutture di legno sul ponte nuovo che simboleggiavano il terremoto. È normale che le scelte di un amministratore possano non piacere, come si può non condividere la scelta della collezione di abiti d’epoca o la riqualificazione di una via o la statua di Pennavaria. Va però considerato che i promotori di questa iniziativa sono stati gli organizzatori di Festiwall, manifestazione pregevole che, con le sue realizzazioni, ha sempre rappresentato un valore aggiunto per il panorama urbanistico di Ragusa. Nel caso dei murales giganti sulle facciate, ad esempio, è stato fatto un lavoro egregio, soprattutto di progettazione, anche se con qualche scelta discutibile, come nel caso di quella del ponte vecchio e di altre immagini troppo legate a determinate ideologie, non del tutto e da tutti condivisibili.

Ma un soggetto non gradito o un’immagine non accattivante non possono però inficiare un progetto globale di riqualificazione urbana che, prima di tutto, deve essere giudicato da persone competenti e non dal leone di tastiera della porta accanto. Il problema del gesto incivile che ha tentato di criticare l’opera, deturpandola, non è il solo, perché dopo qualche giorno qualcuno ha provveduto in maniera maldestra, a cancellare la scritta coprendola con un orribile strato di vernice nera. Non solo il gesto incivile, anche la copertura indecente della scritta da parte di chissà chi. Si registra un’assoluta mancanza di controlli, c’è chi liberamente va a deturpare un’opera pubblica, c’è chi va a coprire la scritta indesiderata, la città è in mano al primo soggetto che decide cosa fare come fosse nel giardino di casa sua. Viene inoltre da pensare allo stato di manutenzione della rotatoria, del tutto abbandonata: ci pare di ricordare che accanto all’opera fosse stata posizionata una pianta che voleva essere una raccomandazione per gli amministratori di abbellire la rotatoria e le annessioni con del verde pubblico che sarebbe servito a valorizzare l’opera. Si comprende che l’amministrazione, nei primi due anni di attività, ha provveduto solo allo sfalcio e al diserbo del verde pubblico, con poche piantumazioni nelle aree a verde. Si è fatto molto di più in tema di alberature, ma manca, dappertutto, il tocco dei colori dei fiori. Facile immaginare come si potrebbe valorizzare ulteriormente l’opera e il sito con un’opportuna progettazione del verde nella zona che, al momento, resta una grigia zona di svincolo, solo terra impenetrabile di automobili e mezzi commerciali”.

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Stefano Ferrera

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