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Nomina dirigenti generali della Regione – La replica dell’On. Dipasquale

Nomina dirigenti generali della Regione – La replica dell’On. Dipasquale
Giugno 15
11:32 2020

La Giunta regionale, riunitasi domenica 14 giugno nel Palaregione di Catania sotto la presidenza di Nello Musumeci, ha provveduto alle nomine dei dirigenti generali dei dipartimenti in scadenza. A tal proposito non si è fatta attendere la replica del deputato regionale, nonché segretario alla Presidenza dell’Assemblea Regionale, Nello Di Pasquale. Apprendo dalla stampa della nomina, da parte del Governatore e della Giunta Regionale, dei Direttori Generali nei dipartimenti con gli attuali dirigenti in scadenza. Ribadisco con forza l’illegittimità amministrativa e contabile di tale condotta che mette in serio pericolo la funzionalità stessa dei dipartimenti  per le conseguenze amministrative che ne derivano. Eppure è dal 7 marzo che chiedo risposte in merito da parte del Governo regionale che, invece, si dà da fare per cercare pareri favorevoli irricevibili su tale procedimento, anzi di esito totalmente opposto vedi Corte di Appello di Palermo e il CGA nell’adunanza del 14 gennaio 2020. Ancor più grave risulta l’incapacità di affrontare in modo risolutivo e costruttivo lattuale  “vacatio” della dirigenza. È necessario indire nuovi concorsi pubblici anche utilizzando la riserva, a oggi mantenuta dalla legge Madia, del 50% per il personale interno, in possesso dei requisiti culturali e professionali, che merita giustamente la possibilità di un avanzamento di carriera dopo aver supportato per anni la complessa macchina amministrativa regionale. Non è con la creazione di nuovi precari della dirigenza che si affronta seriamente il problema di ricoprire legittimamente gli organici apicali e non a seguito della fuoriuscita del personale in pensionamento. Solo attivando il giusto turnover si potrà conferire nuova linfa vitale alla  struttura regionale e, al tempo stesso, riconoscere alle professionalità preziose imbrigliate nella cosiddetta “terza fascia”, attraverso selezione pubblica, di raggiungere meritoriamente  il traguardo ambito. La mia è una battaglia per la  legittimità degli atti ma contestualmente per il giusto riconoscimento al personale meritorio della qualifica che meglio lo rappresenti, perché certo che molti di loro non avranno difficoltà a legittimarsi attraverso concorso pubblico alla guida dei dipartimenti rimasti. È la sola modalità che legittimamente consente all’azione amministrativa di essere ricondotta nei confini della legalità. Non comprendo l’ostinazione e l’atto di forza consumato da questo Governo regionale anche a discapito degli  stessi funzionari “prescelti”, certamente meritori, ma che da tanto, troppo tempo, attendono quei concorsi che daranno il giusto riconoscimento alle grandi professionalità in seno al personale regionale. Quindi chiedo ancora una volta che anziché mettere in pericolo l’azione e l’operato dei vari dipartimenti con la produzione di atti illegittimi che rischiano di invalidare l’attività amministrativa della Regione in un momento così delicato in cui non possiamo rischiare di perdere ancora tempo, si abbia l’onestà intellettuale di scegliere la via della legalità degli atti e di rivitalizzare i ruoli ormai svuotati nella dotazione organica regionale”.

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Stefano Ferrera

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