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Dalle opposizioni critiche a 360 gradi

Dalle opposizioni critiche a 360 gradi
Giugno 04
12:44 2020

Lo dicono loro stessi, gli estensori della nota congiunta 5 stelle e PD ( guarda caso la replica della inconsistente azione politica nazionale). Non si tratta del solito comunicato delle opposizioni ma di un accorato appello alle forze politiche. Sono infatti fortissime  le critiche  all’immobilismo politico ed economico dove non c’è settore che mostri vitalità propria: la questione discarica sembra insormontabile e siamo succubi delle decisioni palermitane, il settore dell’urbanistica e dei lavori pubblici è nel pallone, Piano regolatore e Piano particolareggiato sono al palo. E’ addirittura  un fuoco ad alzo zero per quanto riguarda il progetto culturale che a loro dire ” si muove come un pachiderma”: si fa riferimento ad esempio all’ultimo sforzo dell’amministrazione, quello  dedicato ai locali dell’ex Opera pia.  Si tratta dice il comunicato di un progetto, già delineato, che doveva essere dedicato all’edificio scolastico del Carmine: non si può affidare un immobile di pregio in pieno centro per soddisfare le passioni e gli hobbies di pochi giovani. Poi si vanta la centralità dell’immobile rispetto al cinema Marino, all’ex biblioteca, alla parte finale di via Roma, tutti progetti previsti nel programma elettorale, ma dei quali non si sa nulla. Anche i faraonici progetti dell’area dell’ex scalo merci, dell’asse via Risorgimento-Rotonda sono fermi al palo”.

“Il Comune, poi – è precisato ancora – non interferisce per immobili che, ancorché non di proprietà e non di competenza comunale, dovrebbero vedere l’intervento del sindaco per utilizzi confacenti alle esigenze della collettività: ospedale Civile, chiesa e convento di Jesu per il museo archeologico, cinema La Licata e 2000, Palazzo Tumino, l’ex hotel San Giovanni sono spesso argomenti affrontati solo per fare salotto. Il centro storico è in abbandono, preda di spacciatori, ogni tanto ci parlano della Vallata Santa Domenica, di via Roma, del Ponte Nuovo, annunciando programmi e iniziative, e tutto finisce lì. Non c’è programmazione per il turismo, per lo sviluppo economico, per lo sport, si ignorano la Scuola dello sport e la residenza per anziani di via Berlinguer, non c’è uno straccio di vitalità per incompiute e immobili abbandonati. Le contrade restano dimenticate, le periferie altrettanto. Le barriere architettoniche, il sociale, la formazione, il lavoro, la scuola, i programmi per le giovani generazioni sono argomenti sconosciuti per questa amministrazione. Anche se all’inizio del terzo anno di vita l’amministrazione, con un colpo di reni, volesse avere uno scatto di orgoglio, è di tutta evidenza che è troppo tardi per onorare il programma elettorale. Fin qui le critiche su quello che non è stato fatto ma gli scriventi vanno oltre e chiedono che addirittura si cambi formazione: “resta solo, per salvare la città, un governo di salute pubblica, con il concorso e la condivisione di tutte le forze politiche, per tentare di salvare il salvabile e garantire alla collettività un futuro accettabile che, al momento, per l’inadeguatezza e l’inefficienza mostrata dalla Giunta Cassì, appare assai complicato da conquistare. Si deve anche considerare che intestardirsi sulla strada troppo lentamente intrapresa, ostinandosi a continuare su programmi e ipotesi discutibili e opinabili, può portare a grandi incompiute che potrebbero collidere con i programmi di un nuovo sindaco e di una nuova Giunta che potrebbero non condividere una ottica di continuità amministrativa che si troverebbero obbligati a seguire, creando enormi potenziali danni per la città, originati da politiche fantasiose e inefficienti”.

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