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Dal 4 maggio sarà possibile tornare a celebrare i funerali

Dal 4 maggio sarà possibile tornare a celebrare i funerali
Maggio 01
19:39 2020

Il vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, con un proprio decreto, ha emanato le
disposizioni per la celebrazione dei funerali a far data dal prossimo 4 maggio. Preso atto
delle nuove disposizioni emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e vista la nota
complementare del Segretario della Cei, monsignor Cuttitta ha subordinato la
celebrazione delle esequie nelle chiese parrocchiali all’adempimento di prescrizioni da
considerarsi «tassative e inderogabili». Tra queste la partecipazione al rito dei soli
congiunti, sino a un massimo consentito di 15 persone; il trasporto direttamente in chiesa
del feretro senza cortei o assembramenti; la misurazione della temperatura ai partecipanti
con un termo scanner al momento dell’accesso in chiesa; la regolare santificazione,
igienizzazione e aerazione della chiesa; l’informazione ai fedeli sulle informazioni di
sicurezza. Il vescovo invita, inoltre, a prendere in considerazione, laddove sia possibile, la
celebrazione delle esequie all’aperto in spazi contigui alla chiesa. Saranno da evitare
contatti fisici, come ad esempio al momento dello scambio della pace. La Comunione sarà
distribuita dal celebrante o da un diacono ai posti dove i fedeli assistono al rito. Il
sacerdote, al momento della distribuzione della Comunione dovrà indossare una
mascherina e aver disinfettato le mani. Tutti i partecipanti al rito dovranno indossare le
mascherine e mantenere le distanze minime di sicurezza.
«L’emanazione di queste norme, per quanto stringenti, è il primo passo – afferma nel
decreto monsignor Cuttitta – verso una ripresa della vita celebrativa nelle nostre comunità.
Non è superfluo, di conseguenza, ribadire quanto sia importante, in questa fase di
convivenza con il virus, un atteggiamento di attenta e docile responsabilità da parte di tutti
i fedeli, sia chierici che laici. La puntuale osservanza di queste disposizioni consentirà alla
comunità diocesana, da un lato, di non correre il rischio di vanificare il grande sforzo fin qui
compiuto e, dall’altro, di prepararsi al meglio per gestire, con ordine e sicurezza, il
momento in cui sarà di nuovo possibile raccogliersi in chiesa per riprendere il ritmo della
vita sacramentale celebrativa».

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