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Per vincere ci vogliono strategie condivise

Per vincere ci vogliono strategie condivise
Aprile 22
00:07 2020

Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, e i presidenti
sezionali hanno trasmesso un documento ai sindaci dei dodici comuni iblei e, per
conoscenza, anche al prefetto di Ragusa. “A fronte dell’ipotesi di apertura che
dovrebbe stimarsi tra il 18 e il 25 maggio, la cosiddetta fase 2 – è scritto nella nota –
c’è da considerare che le attività commerciali, oggi, hanno purtroppo dovuto fare a
meno di 2 mesi abbastanza importanti, quali aprile e maggio. Mesi che, grazie al
fiorire della bella stagione, permettono un incremento dell’attività lavorativa. Ecco
perché oggi chiediamo agli organi competenti: come fare a ripartire? Con quale
sostegno? Con quale garanzia? La ripresa sarà molto lenta e con grandi difficoltà per
i seguenti motivi. Mancato turismo: non ci sarà turismo internazionale e ci sarà una
bassissima affluenza di turismo nazionale. Forse l’unico turismo che potrebbe
sostenere la nostra stagione sarà un turismo regionale che sicuramente equivarrà al
30% del flusso a cui storicamente siamo abituati. Difficoltà economiche: la gente
uscirà da questa quarantena con difficoltà economiche e i settori di somministrazione,
che sicuramente non rappresentano un bene di prima necessità, potrebbero al
momento passare in secondo piano. Paura di contagio: anche se permetteranno
l’apertura di determinate attività, non vuol dire che il problema coronavirus resterà
semplicemente un brutto ricordo; la paura di contaminazione persiste e quindi la
gente per tutelarsi cercherà di evitare luoghi di affollamento nonostante la voglia di
riprendere la propria vita quotidiana sia davvero tanta. Un altro fattore determinante
che non faciliterà la ripresa saranno le restrizioni sanitarie, restrizioni che tutti sono
obbligati a rispettare, sia per chi offre servizi che per chi ne usufruisce. Per quanto
riguarda il settore della ristorazione, ci sarà l’obbligo di osservare la distanza di 1
metro non solo tra un tavolo e un altro, ma anche tra i commensali (concetto un po’
strano per quanto riguarda una famiglia dello stesso nucleo familiare che sta a stretto
contatto tutto il giorno e poi al ristorante deve distanziarsi di 1 metro). Questa
importante restrizione determinerà il 60% in meno dei posti a sedere che si tramuterà
nel 50% in meno del fatturato finale”. Le imprese si pongono una domanda

sostanziale: come sarà possibile sostenere le stesse spese vedendo dimezzato il
lavoro? Ecco perché Confcommercio provinciale Ragusa chiede agli enti locali lo
sgravio totale per tutto il 2020 che riguarda i seguenti tributi: Tari (Tassa sui rifiuti),
improponibile pagare questa tassa con 3 mesi di chiusura e successivamente con un
consumo di rifiuti pari al 30% rispetto al rifiuto prodotto normalmente; canone idrico;
Imu (Imposta municipale unica); Tosap (Tassa occupazione spazi ed aree pubbliche).
Oltre i tributi precedentemente elencati e di competenza dell’ente locale, le attività
commerciali dovranno inoltre andare incontro ad altre spese: Siae (Società italiana
degli autori e degli editori); contributi dei propri dipendenti.; assegni fornitori rimasti
insoluti; acquisto di materie prime, potrebbero esserci delle azioni di sfiducia da parte
di qualche fornitore che potrebbe richiedere il pagamento delle merce al momento
dello scarico; mutui non sospesi; impossibilità di licenziamento: oltre allo sconforto
di essere costretti a licenziare parte del personale a causa dello scarso afflusso di
lavoro, questo non sarà possibile per i mesi a seguire dall’apertura e quindi le attività
si ritroveranno con un sovraccarico di personale da dover pagare. E, ancora, spese di
sanificazione e investimento per l’acquisto di nuovi sistemi di sicurezza; canone di
affitto insoluto dei mesi passati, con successive difficoltà nella contrattazione per
saldare i mesi pregressi; utenze luce e gas da dover saldare alla riapertura. Per quanto
riguarda i dehors appartenenti alle attività commerciali, Confcommercio chiede di
apportare modifiche al regolamento, con la possibilità di ampliare la propria
occupazione di suolo pubblico per permettere il raggiungimento dello stesso numero
dei tavoli, rispettando la distanza di 1 metro prevista. E’ chiesto, inoltre, agli enti
locali quale sarà il protocollo da rispettare per effettuare una corretta sanificazione a
norma di legge e quali saranno i vincoli da rispettare nei confronti dei clienti.
“Ci chiediamo, inoltre – prosegue il documento – cosa succederà se ad inizio stagione
un dipendente, a causa di un contagio, dovesse risultare positivo al tampone. E’
fondamentale che le attività commerciali non solo abbiano la possibilità di effettuare
un tampone preventivo a tutti i propri dipendenti, ma che abbiano una corsia
preferenziale per ricevere i risultati, in modo da dover sacrificare al massimo 24 ore
di lavoro forzati dalla chiusura in attesa dei risultati. Sappiamo che l’Anci
(Associazione italiana comuni italiani) ha avanzato una proposta al governo
chiedendo risorse economiche a favore dei Comuni. Sappiamo che molti enti locali,
hanno, in primo luogo, autorizzato il differimento delle scadenze di natura tributaria e
del canone idrico, in via eccezionale, e con riferimento esclusivo al solo anno
d'imposta 2020, come segue: Tari, Tosap, canone idrico. Si tratta quindi di semplice
sospensione dei tributi locali, decisione, a nostro avviso, che non permetterà la
chiusura dell’attività nel mese di giugno, ma la determinerà sicuramente e in maniera
definitiva nel mese di ottobre. In conclusione, facendo una breve analisi di tutti i
punti elencati, al momento le attività commerciali non gioiscono affatto al pensiero di
dover riaprire. Fin quando non ci saranno sostegni economicamente concreti e
massime garanzie per tutti coloro che prestano servizi e che li ricevono, aprire
nuovamente la propria attività vuol dire andare incontro ad un suicidio economico.
Considerando che purtroppo nessun decreto nazionale riesce a soddisfare le esigenze
delle attività commerciali, chiediamo pieno sostegno alle Amministrazioni comunali

che hanno il dovere di tutelare il commercio della propria città ed hanno il dovere di
rappresentarci nei confronti della Regione Sicilia e del Governo nazionale”.

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